Parità sulla carta, parità nei fatti: un traguardo non ancora raggiunto

01/03/2017

L’8 marzo è la Festa della Donna, la giornata internazionale contro la discriminazione sessuale e le violenze di cui le donne sono ancora oggi oggetto.
featured-image-indexIl giorno è stato scelto in ricordo della manifestazione tenuta a San Pietroburgo nel 1917 dalle donne per chiedere la fine della guerra. Manifestazione che ha dato l’avvio agli eventi che portarono alla rivoluzione russa: quattro giorno dopo lo Zar abdicò.
In Italia la si celebra dal 1922 e dal 1946 la mimosa, pianta che da noi fiorisce proprio in questi giorni, ne è diventata il simbolo.
Il lungo viaggio che ha portato oggi le donne a contare di più è iniziato all’inizio del secolo scorso, ma non è ancora terminato. Uno dei 17 global goals indicati dall’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è proprio “Raggiungere la parità di genere”.

Il tema indicato dall’ONU per il 2017 è:

Le donne nel mondo del lavoro in evoluzione:

per un pianeta 50-50 entro il 2030

Il cambiamento del mondo del lavoro con lo sviluppo tecnologico e digitale, la globalizzazione e la maggiore instabilità, portano ad un impoverimento delle donne. C’è molto da fare per raggiungere l’obiettivo nel 2030. Su RAI scuola è disponibile l’unità didattica “la condizione del lavoro femminile dal 1945 al 2000”, qui a lato.

Molti gli ambiti in cui le donne sono ancora oggi cittadine di serie B, nella società, nel mondo del lavoro e in famiglia, anche se negli anni Settanta il femminismo ha lanciato le sue battaglie per l’uguaglianza dei sessi (ANSA) riuscendo ad ottenere alcuni importanti passi avanti. Oggi quasi ovunque uomini e donne hanno stessi diritti e stessi doveri, ma in pratica 19250-kAlE-UyH2OcWnbTSTahv-1024x576@LaStampa.itrimangono ancora notevoli differenze nella società, nel mondo del lavoro e in famiglia.
La Stampa ha avviato la rubrica “è sempre l’8 marzo” perché è necessario che la parità tra i sessi diventi un dato di fatto ogni giorno e non solo l’8 marzo.

Una delle prime conquiste ottenute dalle donne è stato il diritto di voto. Il primo tra i Paesi attuali a concedereoppositori_e_donne_votanti il  suffragio alle donne fu la Nuova Zelanda nel 1893 seguita dall’Australia (1902) e in Europa da Paesi nordici (Lettonia 1905, Danimarca 1908, Norvegia 1913, Danimarca e Islanda 1915), poi la Russia (1917) e gli USA nel 2020, anche se alcuni Stati l’avevano già concesso in precedenza (qui a lato la sede dell’associazione degli oppositori al voto femminile e alcune donne di Seattle in attesa di votare nel 1911).
In Italia le donne parteciparono per la prima al voto nel referendum del 1946, dopo che nel 1945 venne concesso loro il suffragio (RAI Storia), mentre l’ultimo Paese a concedere il suffragio al gentil sesso è stata l’Arabia Saudita nel dicembre 2015.

In passato alle donne l’accesso ad un’istruzione elevata era preclusa. Nell’Italia appena nata la donna, sposa e madre, Schoolgirls_in_Bamozaidoveva occuparsi della casa e non di studiare. Nel secolo scorso la situazione è progressivamente cambiata e oggi da noi il livello di istruzione delle donne non solo ha raggiunto quello degli uomini, ma in media l’ha superato. Ma in parecchi Paesi dell’Africa e dell’Asia ancora oggi le donne sono tenute in casa e non hanno possibilità di frequentare la scuola. Nell’immagine a lato ragazze che hanno seguito un programma di formazione tecnologico in Sudafrica nel 2014.

I cambiamenti maggiori sono avvenuti all’interno della famiglia. In Italia un tempo era il marito, capofamiglia ad avere ogni potere decisionale: moglie e figli erano in una situazione di dipendenza e dovevano obbedire. La Riforma del Diritto di Famiglia del 1975 ha cambiato tutto: la famiglia è diventata una libera associazione, marito e moglie hanno gestione paritaria e anche i figli possono far sentire la loro voce. Oggi è diventato normale tra le nuove coppie una distribuzione comune delle attività (pulizia, cucina, assistenza ai figli…), che in passato spettavano solo alla donna, anche se lavorava. Ma la mancanza di strutture sociali adeguate impedisce di fatto una vera parità di compiti.
Molto diversa la situazione in altri Paesi dove le donne sono ancora soggette al volere di padri e mariti, costrette a matrimoni imposti, sovente in giovanissima età, e anche a mutilazioni fisiche.

banner-8-no-appuntamento-10Per celebrare la giornata, l’organizzazione NonUnaDiMeno sta preparando in molti Paesi scioperi contro la violenza e l’oppressione contro le donne.


Fare Geo

  • Se si confronta la data in cui le donne ebbero facoltà di voto ciò che si scopre in alcuni casi risulta inaspettato. Ecco alcuni esempi: 1920 Stati Uniti, 1924 Mongolia, 1927 Uruguay, 1928 Gran Bretagna, 1932 Brasile, 1934 Turchia, 1949 Cina e India, 1953 Messico, 1971 Svizzera, 1973 Giordania, 1976 Nigeria, 1984 Liechtenstein, 2003 Qatar. Visualizza con un grafico questi dati e quelli riportati nel testo e prepara una didascalia di commento.
  • Prepara un questionario e fai una piccola indagine sulla parità di genere. Descrivi i risultati ottenuti. Secondo le persone che hai intervistato, oggi uomini e donne hanno stessi diritti e stessi doveri?
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