Agenda 2030: Goal n. 10, ridurre le disuguaglianze

02/10/2017

Sustainable_Development_Goals_IT_RGB-10-new-10Il decimo goal dell’Agenda 2030 punta a ridurre le disuguaglianze tra le Nazioni e al loro interno (post 15/02/2016). Un obiettivo ambizioso che riguarda molti ambiti diversi, ma molto difficile da raggiungere perché si scontra con preconcetti insiti in ognuno di noi. Infatti, sebbene le ineguaglianze di reddito siano le più evidenti, il decimo goal vuole eliminare ogni tipo di disuguaglianza, anche quelle che riguardano “età, sesso, disabilità, etnia, origine, religione, status economico o altro”.Women_working_in_fields,_Kashmir_(8142404835)

L’ONU, riguardo il decimo goal, propone la Coalizione Internazionale di Equal Pay (EPIC) per raggiungere la parità di retribuzione tra uomo e donna. Inoltre invita a prendere in considerazione la situazione dei disabili e in particolare delle donne disabili.
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Per aiutare lo sviluppo dei bambini riducendo le disparità già dalla prima infanzia, l’ONU invita a diffondere nei padri l’abitudine di svolgere con i figli piccoli attività di gioco e insegnamento precoce che, secondo le ultime ricerche, favoriscono una migliore salute psicologica, autostima e benessere (Unicef).

Puntare alla crescita del PIL per le popolazioni più povere rimane il punto centrale di questo goal perché, se non si ha a sufficienza per sfamarsi e un luogo ove vivere, le altre differenze diventano secondarie.
Fig10_1Ma non dobbiamo pensare che il problema dei redditi troppo bassi riguardi soltanto i Paesi in via di sviluppo. Negli ultimi anni il divario tra il PIL dei Paesi ricchi e quello dei Paesi poveri è calato notevolmente a partire dal 1970 (vedi grafico a lato), ma i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri perché in molti Paesi è cresciuta la disuguaglianza interna, soprattutto in quelli più avanzati, come gli Stati Uniti (La Stampa), e anche in Paesi tradizionalmente più paritari, come Germania, Danimarca e Svezia (ONU Italia). In basso la mappa del “coefficiente Gini”, uno degli indici con cui si misura il livello di disuguaglianza nei redditi di un Paese.
Index_Gini_reddito

Ecco alcuni dati forniti dall’ONU sulla situazione attuale:

– Tra il 1990 e il 2010 la disparità di reddito è aumentata dell’11% nei Paesi in via di sviluppo.
– Dati provenienti da Paesi in via di sviluppo mostrano che i bambini facenti parte del 20% più povero della popolazione, hanno una probabilità fino a tre volte maggiore di morire prima di aver compiuto cinque anni rispetto ai bambini di famiglie più benestanti.
ANBLC_Wheelchair_Basketball_in_Australia– La protezione sociale è stata estesa su scala globale in modo significativo, tuttavia le persone con disabilità hanno una probabilità fino a cinque volte maggiore di dover sostenere spese sanitarie catastrofiche.
– La maggior parte delle famiglie nei Paesi in via di sviluppo (più del 75% della popolazione) vive in società in cui il reddito è distribuito in maniera meno omogenea rispetto agli anni Novanta.
– In un sondaggio globale condotto dal programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, è emerso che i decisori politici di tutto il mondo hanno riconosciuto che l’ineguaglianza nei loro paesi è generalmente elevata e costituisce una potenziale minaccia per uno sviluppo sociale ed economico a lungo termine.

In aiuto di chi ha più bisogno

La situazione più grave si registra nei Paesi in via di sviluppo dove la fascia più povera è priva di mezzi di sussistenza e patisce la fame.

UNDP_SomaliaTra i progetti avviati dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo troviamo la costruzione di una diga di sabbia in Somalia su un fiume stagionale (UNDP). A causa dei problemi sorti in seguito alla siccità che ha colpito il Paese, la popolazione rurale è rimasta priva di acqua, indispensabile per la sopravvivenza delle persone e del bestiame. Molti sono stati costretti a vendere i loro beni per pagare l’acqua.  L’invaso che si è formato è in grado di trattenere 95mila m³ d’acqua. Le rare piogge forniscono una quantità d’acqua sufficiente alla popolazione locale per circa otto mesi: persone e mandrie potranno sopravvivere.

UNPD_EgittoCompletamente diverso il progetto attuato in Egitto dove viene fornita assistenza legale gratuita alle persone povere e analfabete, non in grado di districarsi nel complesso sistema di documenti del tribunale di famiglia (UNDP). Nei 32 uffici aperti sono oltre 50mila i casi già assistiti, per il 70% donne.

I sotto-obiettivi

L’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal in dieci  target (ASViS), qui sintetizzati, che precisano tutte le forme di discriminazione da eliminare e tutti gli ambiti in cui operare.
Entro il 2030 si chiede di:

  • 10.1 Far crescere il reddito del 40 per cento più povero della popolazione oltre la media nazionale
  • 10.2 Potenziare e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, status economico o altro
  • 10.3 Garantire a tutti pari opportunità e ridurre le disuguaglianze, anche attraverso l’eliminazione di leggi, di politiche e di pratiche discriminatorie
  • 10.4 Adottare politiche, fiscali, salariali e di protezione sociale, per raggiungere una maggiore uguaglianza
  • 10.5 Migliorare la regolamentazione e il controllo dei mercati e delle istituzioni finanziarie globali e rafforzarne l’applicazione
  • 10.6 Assicurare maggiore rappresentanza e voce ai paesi in via di sviluppo nel processo decisionale a livello mondiale al fine di fornire istituzioni più efficaci, credibili, responsabili e legittime
  • 10.7 Facilitare la migrazione ordinata, sicura, regolare e responsabile e la mobilità delle persone
  • 10.a Attuare il principio del trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo in conformità con gli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio
  • 10.b Promuovere l’aiuto pubblico allo sviluppo e i relativi flussi finanziari, compresi gli investimenti esteri diretti, agli Stati dove il bisogno è maggiore, in accordo con i loro piani e programmi nazionali
  • 10.c Ridurre a meno del 3 per cento i costi di transazione delle rimesse dei migranti ed eliminare i corridoi di rimesse con costi più alti del 5 per cento

goal10_grafico4La situazione dell’Italia

Secondo i dati rilevati dall’ASviS in Italia il divario tra il reddito della fascia più ricca (20%) e la fascia più povera (20%) è più alto rispetto a quello esistente in Germania e Francia e inoltre in Italia vi sono forti squilibri interni perché il dato dalla Lombardia si allinea a quello degli altri due Paesi, mentre in Sicilia le differenze aumentano drasticamente (grafico a lato).

goal10_grafico2Nel nostro Paese risulta difficile accedere ad un buon livello di vita per chi nasce in famiglie disagiate. Chi ha genitori con titolo di studio elevato ha meno probabilità di abbandonare gli studi trova più facilmente lavoro: “i figli di genitori con al massimo la scuola dell’obbligo hanno un tasso di abbandono scolastico del 27,3% che si riduce al 2,7% per i figli di genitori con almeno la laurea” (grafico a lato). Il titolo di studio influisce notevolmente anche sulla speranza di vita: chi ha al massimo la scuola dell’obbligo vive meni di chi ha una laurea, 4,5 anni gli uomini, 2,8 anni le donne. Questo anche perché le istituzioni sanitarie offrono assistenza diversa, come si osserva dal grafico qui sotto.
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Fare Geo

  • Osserva per alcuni giorni le notizie riportate dai media riguardo a esempi di discriminazione relativa a età, sesso, disabilità, etnia, origine, religione o status economico. Discuti in classe su quanto hai scoperto e prepara una breve relazione con i tuoi commenti.
  • Illustra con grafici o disegni alcuni dei dati forniti dall’ONU sulla situazione attuale.
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