Agenda 2030: Goal n. 11, città e comunità sostenibili

16/10/2017

TGG_Icon_Color_11-640x640L’undicesimo goal dell’Agenda 2030 vuole rendere città e comunità sostenibili (post 15/02/2016). Sebbene ponga in particolare evidenza la situazione delle città che accolgono ormai circa il 60% della popolazione mondiale, questo goal si allarga per estendere a tutti l’accesso ai servizi essenziali, una casa sostenibile e resiliente in un ambiente green, la salvaguardia del patrimonio culturale, la protezione dalle calamità… E sempre più gente dovrà partecipare alla gestione del territorio e degli insediamenti (ONU, UNCTAD).

Una situazione ancora carente

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, che si impegna per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, le città si sono dimostrate il centro focale del cambiamento, anche se la mancanza di una adeguata struttura di governance e di controllo riducono la possibilità di uno sviluppo urbano sostenibile a lungo termine (UN-HABITAT).
1280px-Petare_Slums_in_CaracasNel 2050 oltre i due terzi della popolazione vivrà in città e rendere le città vivibili per tutti, inclusive, sostenibili, sicure e durature, è un passo importante per gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Oggi vivere in città non vuol dire vivere bene. Le migrazioni dalle zone rurali hanno fatto aumentare enormemente le mega-città: dalle 10 città con oltre 10 milioni di abitanti del 1990 si è arrivati alle 28 mega-città del 2014 per un totale di  453 milioni di persone. E ben il 30% della popolazione urbana occupa le baraccopoli in condizioni di estremo disagio (UNDP), soprattutto nel continente africano.
Sul sito della World Bank alcuni dati significativi visualizzati con mappe e grafici.
La carta dell’Africa (a sinistra) mostra la percentuale di popolazione urbana che vive negli slum nei Paesi del continente, mentre a destra gli areogrammi di 80 Stati in via di sviluppo presentano il rapporto tra popolazione urbana (delle baraccopoli e non) e di quella rurale.

Africa_baraccopoli_percentualeperc_urbana_slums_80_paesi

 

Ecoquartier_de_Bonne_-_Grenoble_5Importanti anche la presenza di ampi spazi di verde pubblico e la qualità dell’aria: le malattie respiratorie fanno ogni anno molte vittime anche nelle nostre città.
A lato un quartiere ecologico di Grenoble e qui sotto l’esposizione media alle poveri sottili nei 49 Paesi dove è più elevata (cliccare sulle immagini per ingrandirle).
inquinamento_aria

UNDP_samoaNelle isole Samoa uno dei progetti avviati dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppoper il raggiungimento dell’undicesimo goal dell’Agenda 2030.
Qui l’UNDP ha operato per la ricostruzione delle case distrutte dal ciclone Evan nel 2012. A lato la nuova casa, progettata per adattarsi ai cambiamenti: sopporta cicloni, terremoti e inondazioni, eventi frequenti in questo arcipelago. Ciò nonostante la casa, immersa nella vegetazione tra robusti alberi, segue la tradizione locale.

Montenegro_Il progetto in atto in Montenegro punta invece a ridurre l’impronta del carbonio prodotta dal turismo che danneggia il patrimonio naturale e culturale del Paese, ed anche a rendere sostenibile la mobilità urbana, fornire elettricità “verde” e accesso al web (UNDP).
Il turismo è importante per l’economia locale, ma non deve avere ripercussioni negative. Sono stati migliorati e ampliati i percorsi ciclabili, mentre nelle città sono sorte panchine intelligenti che illuminano, monitorano la qualità dell’aria, permettono di ricaricare dispositivi mobili e accedere ad internet.

 

I sotto-obiettivi

L’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal in dieci  target (ASViS), qui sintetizzati, che evidenziano la trasversalità di questo goal.  Entro il 2030 si chiede di:

  • 11.1 Garantire alloggio e servizi di base adeguati, sicuri e convenienti e l’ammodernamento dei quartieri poveri
  • 11.2 Fornire sistemi di trasporto sicuri, sostenibili, e convenienti per tutti, ampliare i mezzi pubblici, in particolare per donne, bambini, persone con disabilità e anziani
  • 11.3 Aumentare l’urbanizzazione inclusiva e sostenibile e la capacità di pianificazione e gestione partecipata e integrata
  • 11.4 Proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo
  • 11.5 Ridurre il numero di morti e di persone colpite da calamità, con una particolare attenzione alla protezione dei poveri e delle persone in situazioni di vulnerabilità
  • 11.6 Ridurre l’impatto ambientale negativo pro capite delle città, in particolare riguardo alla qualità dell’aria e alla gestione dei rifiuti
  • 11.7 Fornire l’accesso a spazi verdi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per le persone in situazioni di vulnerabilità
  • 11.a Sostenere rapporti economici, sociali e ambientali positivi tra le zone urbane, periurbane e rurali, rafforzando la pianificazione dello sviluppo nazionale e regionale
  • 11.b Aumentare città e insediamenti umani che adottino politiche verso l’inclusione, l’efficienza delle risorse, la resilienza ai cambiamenti climatici e ai disastri, la riduzione del rischi (“Quadro di Sendai per la Riduzione del Rischio di Disastri” -vedi ONUpost 9/10/2017-)
  • 11.c Sostenere i paesi meno sviluppati, anche attraverso l’assistenza tecnica e finanziaria, nella costruzione di edifici sostenibili e resilienti che utilizzino materiali locali

Rapporto_cover

 

L’Italia arranca

Il nostro Paese è ha subito vari richiami dalla Commissione Europea: l’undicesimo goal è quello in cui è più indietro.
Il mese scorso l’ASviS ha presentato il Rapporto 2017 che riporta la situazione dell’Italia, in cui è evidente il ritardo sui target relativi a questo goal. La qualità dell’aria nelle città è scadente, l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblici ancora limitato, la raccolta dei rifiuti inefficiente…
Goal11L’ASviS ha preparato un indicatore composito che disegna il percorso di avvicinamento o di allontanamento dell’Italia rispetto ad ogni goal. Qui a lato quello di questo goal.
L’indicatore tiene conto di: qualità delle abitazioni, rifiuti urbani, esposizione alle polveri sottili, spesa pubblica pro capite per biodiversità, beni paesaggistici e servizi culturali.

 

logo_agente0011

Agente 0011 – Licenza di salvare il pianeta

Proprio il goal 11 dell’Agenda 2030, che punta alla creazione di città inclusive e sostenibili, è alla base del progetto “Agente 0011 – Licenza di salvare il pianeta” nato a settembre di quest’anno:

Uno spazio digitale e interattivo, costruito attorno agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) elaborati dall’ONU. Docenti e studenti di tutta Italia scambiandosi idee, opinioni e buone prassi contribuiscono attivamente all’elaborazione di una cultura della sostenibilità autentica e originale”.

Il progetto, che coinvolge 60 classi in 6 città, è stato realizzato da La Fabbrica in collaborazione con il MIUR (La Stampa, RaiNews, act!onaid).


Fare Geo

  • Osserva l’indicatore composito preparato dall’ASviS, analizza il suo andamento e prepara una didascalia di commento.
  • Partecipa al progetto “Agente 0011” preparando un’attività che coinvolga la tua classe.
  • Ingrandisci gli areogrammi con la popolazione urbana e rurale di 80 Paesi. Vi sono Stati in cui circa metà della popolazione vive in baraccopoli? Individua Individua alcuni Paesi in cui gli gli slum accolgono oltre metà della popolazione urbana.
  • Osserva il grafico del Sud Sudan: come pensi siano le sue città? Cerca in internet alcune immagini della capitale Juba prepara una breve relazione con i tuoi commenti.

 

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