Agenda 2030: Goal n. 13, agire per il clima

06/11/2017

Sustainable_Development_Goals_IT_RGB-13-312x312Il tredicesimo goal dell’Agenda 2030 punta a impedire il cambiamento climatico (post 15/02/2016) i cui effetti potrebbero rendere il nostro pianeta inadatto all’uomo.
Il riscaldamento globale non si arresta, anzi accelera. L’accordo di Parigi, raggiunto il 12 dicembre del 2015 alla Conferenza annuale dell’Onu sul riscaldamento globale (Cop21), prevede che si operi per limitarlo a 1,5°C entro fine secolo o, nella peggiore delle ipotesi, a rimanere al di sotto di 2°C (ANSA).
Ma già oggi la Terra si è riscaldata di 1°C.
emissioni_CO2_1990-2013Le emissioni di CO2, il gas serra principale responsabile del fenomeno, continuano a crescere: da 22,4 miliardi di tonnellate del 1990 sono passate a 35,8 miliardi del 2013 (a lato grafico da World Bank) e difficilmente l’accordo di Parigi potrà essere mantenuto (Le Scienze). Secondo il meteorologo Luca Mercalli l’aumento di temperatura potrebbe arrivare anche a 4-5 gradi, con gravi ripercussioni sul clima (ANSA).

Come cambierà la Terra

Il riscaldamento modificherà l’aspetto del nostro pianeta. Le calotte polari si ridurranno e lo scioglimento dei ghiacciai porterà ad un aumento del livello dei mari che copriranno le terre più basse: negli ultimi 23 anni il livello si è già alzato di 23 cm ed è possibile un aumento di circa un metro entro fine secolo, con gravi problemi per molte città costiere.
video_TerraSu Focus il video con l’animazione di come si modificherebbero le terre emerse se tutti i ghiacci scomparissero: non solo Venezia, ma grandi città come Calcutta e Shanghai, vaste regioni come la Florida, interi arcipelaghi come Kiribati (post 6/6/2012), sarebbero sommersi.

variazione_pioggeCon l’aumento delle temperature i fenomeni meteorologici diventerebbero più estremi: uragani e tornado sempre più violenti, inaridimento di vaste aree oggi coperte di vegetazione, mentre le piogge aumenteranno in zone attualmente desertiche.
Gli effetti avranno ripercussioni sulla società, con un aumento globale della povertà.
Maggiore il riscaldamento, maggiori i cambiamenti.
A lato le mappe con la probabile variazione della distribuzione delle precipitazioni tra inizio e fine del XXI secolo con i due scenari relativi a basse e ad alte emissioni di CO2 e in basso quella con il probabile tasso di povertà nel mondo del 2030, cliccare per ingrandirle (World Bank).
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Dall’ASviS alcune previsioni sull’Europa dal rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, tra cui la perdita di 433 miliardi di euro in 25 anni e l’indicazione dei dieci principali pericoli:

ondate di calore, piogge torrenziali, straripamento di corsi d’acqua, tempeste di vento, frane, siccità, incendi boschivi, valanghe, grandinate e mareggiate. Il fenomeno climatico con costi più ingenti è costituito dalle inondazioni (40%), seguito poi da tempeste (25%), siccità (circa il 10%) e ondate di calore (5%)”.

Helix_droughtL’Europa meridionale è una delle zone che più risentiranno del riscaldamento globale. Con temperature più alte di oltre 2°C, l’area mediterranea perderebbe gran parte della sua biodiversità diventando sempre più arida. A lato della siccità nel Mediterraneo l’aumento a fine secolo secondo tre scenari di aumento di temperatura.

Nell’Europa settentrionale, invece, il clima più mite e umido favorirebbe le colture (ASviS).

Prepararsi al cambiamento

La lotta al cambiamento climatico può essere portata avanti solo con un preciso impegno dei governi, ma si può anche operare per aiutare le popolazioni delle zone più vulnerabili (UNDP).51YMKPvCD+L._SX311_BO1,204,203,200_

Tra i progetti attuati dal Programma di sviluppo dell’ONU di aiuti per l’adattamento al cambiamento climatico in atto, la lotta al cambiamento climatico nella foresta amazzonica del Perù (UNDP), con i “guerrieri Harakmbut”, la popolazione indigena che vive nella e della foresta, che oggi lavora per la difesa della regione dalle continue devastazioni. Il progetto è sostenuto dal REDD+ (Italiaclima), il meccanismo, adottato nel 2007 dalla COP13 di Bali, per incentivare la riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione attraverso la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste nei paesi in via di sviluppo.

MyanmarIn Myanmar l’UNDP sostiene la popolazione delle zone aride con aiuti per l’accesso alle risorse idriche e per lo stoccaggio e il mantenimento delle acque utilizzando pratiche agricole e bestiame adatti al clima secco Quarantaduemila famiglie partecipano al progetto e il governo del paese mira ad estenderlo a circa 250mila persone.

MaliIn Mali il progetto di aiuto alle donne per procurare alle proprie famiglie acqua e cibo (UNDP). La siccità dovuta alla stagione delle piogge sempre più breve riduce i raccolti che non bastano più al sostentamento. L’UNDP supporta la cooperativa delle donne con la formazione su pratiche agricole sostenibili ed ha fornito pannelli solari che alimentano un pozzo e un’apparecchiatura per trasformare il grano in farina. Le verdure ottenute dai raccolti sfamano le famiglie e in parte sono anche vendute.

Ad affrontare i cambiamenti climatici è volto anche il progetto nelle Maldive (UNDP), il gruppo di isole che rischia di scomparire sotto le onde. Il progetto prevede per la mappatura del rischio delle isole l’utilizzo di droni, che riducono enormemente i tempi necessari (post 25/09/2017 sul goal 9, relativo all’innovazione).

I sotto-obiettivi

L’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal in cinque  target (ASViS), qui riportati. Entro il 2030 si chiede di:

  • 13.1 Rafforzare la resilienza e la capacità di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali in tutti i paesi
  • 13.2 Integrare nelle politiche, nelle strategie e nei piani nazionali le misure di contrasto ai cambiamenti climatici
  • 13.3 Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale riguardo ai cambiamenti climatici in materia di mitigazione, adattamento, riduzione dell’impatto e di allerta precoce
  • 13.a Dare attuazione all’impegno assunto nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici per raggiungere l’obiettivo di mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 congiuntamente da tutte le fonti, per affrontare le esigenze dei paesi in via di sviluppo nel contesto delle azioni di mitigazione significative e della trasparenza circa l’attuazione e la piena operatività del “Green Climate Fund” attraverso la sua capitalizzazione nel più breve tempo possibile
  • 13.b Promuovere meccanismi per aumentare la capacità di una efficace pianificazione e gestione connesse al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo concentrandosi, tra l’altro, sulle donne, i giovani e le comunità locali ed emarginate

La situazione dell’Italia

SNSVSL’Italia è ancora lontana dal raggiungimento del goal, ma recentemente ha adottato la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile (SNSVS) per mettersi al passo con l’Agenda 2030 e si sta dotando di un Piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), sottoposto a consultazione pubblica a luglio di quest’anno.
Il 27 ottobre, nell’ambito del Summit Internazionale “Acqua e clima, i grandi fiumi del mondo a confronto”, 37 aziende si sono alleate per impegnarsi a ridurre il cambiamento climatico (Ministero dell’Ambiente): “l’Alleanza avrà l’obiettivo di analizzare e condividere i rischi legati all’acqua per mettere in campo comuni strategie di reazione ispirate ai principi di una gestione sostenibile delle risorse idriche e alla logica della Economia Circolare”.
Per quanto riguarda le emissioni di CO2, la situazione italiana è migliorata, ma questo si deve principalmente al calo dell’attività produttiva dovuto alla crisi economica. Per l’ASviS è necessaria una riforma fiscale che tenga conto del Sistema europeo di scambio di emissione di gas serra (Ministero dell’Ambiente).


Fare Geo

  • Osserva la mappa con le previsioni di cambiamento delle precipitazioni nel caso di alte emissioni di CO2. Come pensi cambierebbe il paesaggio dell’Africa centrale, dal bacino del Congo al Corno d’Africa? Prepara una breve relazione con le tue conclusioni.
  • fatti_e_cifreSul sito dell’ONU in Italia trovi alcuni dati sulla situazione attuale: aumento temperature medie, scioglimento dei ghiacci, innalzamento livello del mare (immagine qui a lato). Prepara una slide che li visualizzi.
  • Prepara una mappa concettuale che spieghi cause ed effetti del riscaldamento globale.

 

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