Agenda 2030: Goal n. 16, pace, giustizia e istituzioni forti

04/12/2017

Il sedicesimo goal dell’Agenda 2030 punta ad un mondo pacificato, formato società inclusive, in cui tutti abbiano uguali diritti e ugual accesso alla giustizia, con istituzioni governative efficienti ed efficaci (post 15/02/2016).

Raggiungere una pace mondiale, eliminando i conflitti, combattendo il terrorismo e riducendo la criminalità ad ogni livello, è indispensabile per permettere uno sviluppo sostenibile che includa tutti.
Ma si tratta di un obiettivo difficile da raggiungere: uno dei principali ostacoli è la corruzione (a lato la mappa con la percentuale di aziende che hanno ricevuto richieste di tangenti, clicca sull’immagine per ingrandire).
I dati riportati dall’ONU sono allarmanti (UNric):
– la corruzione colpisce in particolare magistratura e polizia;
– nei Paesi in via di sviluppo evasione fiscale, corruzione e furti costano una 1,26mila miliardi di dollari (a lato la mappa con l’incidenza delle tangenti, dalla World Bank);
– nei Paesi in cui sono in atto conflitti metà dei bambini lascia la scuola primaria.

Ma violenza, ingiustizia e insicurezza possono essere presenti anche dove non sono in atto conflitti e nei Paesi più avanzati. In Brasile nel 2012 sono state uccise 56.000 persone e negli USA il tasso di omicidi nel 2013 è stato di 4,9 ogni 100mila abitanti, ben superiore a quello medio dei Paesi sviluppati, pari a 0,8 (in Italia nel 2012 è stato 0,9) e le previsioni per il 2030 non sono incoraggianti (ONU Italia).

In parecchi Paesi è carente anche la registrazione delle nascite: molti i bambini che ufficialmente non esistono.
In basso il grafico con i 24 Paesi in cui la situazione è più grave: le registrazioni sono più limitate in particolare nelle zone rurali (dalla World Bank).

Un impegno nelle zone più a rischio

Il Programma dell’ONU per lo Sviluppo lavora in molti Paesi in cui sono o sono stati di recente in atto conflitti per facilitare i contati tra i popoli e favorire la pace (UNDP).

In Kosovo il progetto “KOSSAC” volto ad aiutare il Paese che si sta lentamente riprendendo dalla guerra degli anni ’90 a ridurre la criminalità. In Kosovo metà delle famiglie possiede ancora oggi armi da fuoco, generalmente illegali, e la violenza non si arresta. Le attrezzature tecnologiche fornite alla polizia locale  permettono di risolvere i casi di reato con maggior facilità e più rapidamente.

In Guatemala il progetto per aiutare le vittime sopravvissute al genocidio del 1982 perpetrato dai militari nei confronti della popolazione maya a far sentire la propria voce e ad avere giustizia. Nel processo del 2013, oltre trent’anni dopo il massacro, ha dato assistenza legale ai parenti delle vittime, sostenuto procuratori e giudici fornendo corsi di formazione e coordinamento con antropologi forensi, anche per aiutare a ritrovare i resti dei familiari scomparsi (UNDP).

In Afghanistan gli aiuti per mantenere contatti sempre più stretti con i Paesi vicini, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan, facilitando il commercio, riducendo la criminalità e migliorando lo sviluppo economico. Il progetto attualmente è volto alla costruzione di ponti sul fiume Panj, affluente dell’Amudarja, che costituisce il confine tra Afghanistan e Tagikistan. Oltre alla costruzione dei ponti, il progetto mira a rafforzare le forze di polizia afgane per gestire le frontiere, gestire le emergenze. E molte le attrezzature tecnologicamente avanzate fornite insieme a corsi di formazione (UNDP).

A Cipro, uno dei pochi Paesi ancora oggi divisi, il progetto di un comitato di archeologi, architetti, storici dell’arte e urbanisti di entrambe le comunità per la salvaguardia dell’importante patrimonio culturale dell’isola che, abitata da oltre diecimila anni, è ricca in particolare di monumenti fenici, veneziani, francesi e ottomani. Il progetto, che vuole riconciliare le due zone, ha avuto l’appoggio dell’Unione Europea. Nel 2015, al termine della ricostruzione, la Torre di Otello  è stata il palcoscenico della rappresentazione del dramma di Shakespeare con attori di entrambe le comunità (UNDP).

I sotto-obiettivi

L’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal in dodici  target (ASviS), il cui raggiungimento è essenziale per il completamente dei goal precedenti.

  • 16.1 Ridurre significativamente in ogni dove tutte le forme di violenza e i tassi di mortalità connessi
  • 16.2 Eliminare l’abuso, lo sfruttamento, il traffico e tutte le forme di violenza e tortura contro i bambini
  • 16.3 Promuovere lo stato di diritto a livello nazionale e internazionale e garantire parità di accesso alla giustizia per tutti
  • 16.4 Entro il 2030, ridurre in modo significativo i flussi finanziari e di armi illeciti, rafforzare il recupero e la restituzione dei beni rubati e combattere tutte le forme di criminalità organizzata
  • 16.5 Ridurre sostanzialmente la corruzione e la concussione in tutte le loro forme
  • 16.6 Sviluppare istituzioni efficaci, responsabili e trasparenti a tutti i livelli
  • 16.7 Assicurare un processo decisionale reattivo, inclusivo, partecipativo e rappresentativo a tutti i livelli
  • 16.8 Allargare e rafforzare la partecipazione dei paesi in via di sviluppo nelle istituzioni della governance globale
  • 16.9 Entro il 2030, fornire l’identità giuridica per tutti, compresa la registrazione delle nascite
  • 16.10 Garantire l’accesso del pubblico alle informazioni e proteggere le libertà fondamentali, in conformità con la legislazione nazionale e con gli accordi internazionali
  • 16.a Rafforzare le istituzioni nazionali, anche attraverso la cooperazione internazionale, per costruire maggiore capacità a tutti i livelli, in particolare nei paesi in via di sviluppo, per prevenire la violenza e combattere il terrorismo e la criminalità
  • 16.b Promuovere e far rispettare le leggi e le politiche non discriminatorie per lo sviluppo sostenibile

La situazione dell’Italia

L’indice composito preparato dall’ASviS riguardo il sedicesimo goal rileva un miglioramento tra il 2010 e il 2013, ma in seguito peggiora. Negli ultimi anni, infatti, la situazione del nostro Paese lascia a desiderare: molti i problemi ancora da risolvere, dall’eccessiva durata dei processi, alla corruzione che non si riesce a debellare, alla struttura poco efficiente della Pubblica Amministrazione…
L’Italia ha sottoscritto alcuni impegni, tra i quali la parità di accesso alla giustizia, la riduzione dei finanziamenti illeciti e della criminalità organizzata, la lotta a corruzione e concussione, il miglioramento delle istituzioni, la protezione delle libertà fondamentali.


Fare Geo

  • Per una settimana insieme ai tuoi compagni fai un’indagine su pace e violenza. Ognuno di voi sceglie un giorno in cui osservare e prendere nota delle notizie riguardanti la pace e quelle su conflitti, atti di terrorismo e di altri tipi di violenza riportate dai media (TV, internet, giornali…). Discutete in classe su quanto avete scoperto e preparate una relazione con dati rilevati e i vostri commenti.
  • Consulta la mappa interattiva del “RisKio” sul sito dell’Espresso (immagine riportata qui a lato). In quanti Paesi sono presenti conflitti? L’Italia è coinvolta in conflitti in atto in altri Stati? Prendi nota delle spese per armamenti riportate dalla mappa, visualizza i dati con un grafico e allega una breve relazione su quanto hai scoperto.

 

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