Agenda 2030: Goal n. 17, Partnership per gli Obiettivi

08/01/2018

Il diciassettesimo goal dell’Agenda 2030 mira a rafforzare i mezzi di cooperazione internazionale per facilitare il raggiungimento di tutti i goal dell’Agenda 2030 anche nei Paesi in via di sviluppo (post 15/02/2016).

L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze tra nord e sud del mondo sia incrementando gli aiuti per lo sviluppo forniti soprattutto dai 35 Paesi dell’OCSE sia promuovendo il commercio internazionale e la diffusione delle nuove tecnologie e delle conoscenze.
Essenziale è il coinvolgimento di tutto il mondo sviluppato mediante la cooperazione e il partenariato di governi, settore privato e società civile (UnRic).
Se da un lato è già difficile ottenere risorse sufficienti da parte dei Paesi più avanzati, dall’altro è ancora più difficile aiutare i Paesi più poveri ad acquisire le capacità di migliorare le proprie condizioni (eliminando povertà e disuguaglianze oltre a salvaguardare l’ambiente) pur rispettando governi, costumi e abitudini.

Il goal nei dati

I dati forniti dalla Banca Mondiale mostrano una situazione ancora poco soddisfacente (Word Bank).
Soltanto sei Stati hanno raggiunto o superato la percentuale di reddito nazionale lordo (RNL) destinata agli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) dell0 0,7%, richiesta agli Stati più avanzati. Nel grafico a destra i primi 25 per contributo e a lato la percentuale rispetto al reddito (clicca per ingrandire).

Attualmente in Europa, principale meta dei rifugiati provenienti dall’Africa e dall’Asia occidentale, buona parte degli aiuti viene utilizzata per accoglierli.
A destra il grafico con la percentuale di APS dei Paesi europei destinata al sostegno interno.

Dal 2011 gli investimenti in infrastrutture dei partenariati pubblico-privato (PPP) sono destinati principalmente al settore energetico.
Nel grafico in basso si nota come la quota di energia solare ed eolica inizi a comparire soltanto nel primo decennio di questo secolo con un aumento evidente a partire dal 2011 e attualmente queste due fonti ne costituiscono oltre la metà.

La diffusione delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione con la possibilità di accesso ad internet permette lo sviluppo della conoscenza nel campo della scienza e dell’innovazione aiutando lo sviluppo economico. Ma nei Paesi meno avanzati ancora oggi la popolazione con accesso a internet non raggiunge il 13%.

In molti Paesi gli alti costi e i lunghi tempi (anche oltre dieci giorni) necessari per lo sdoganamento delle merci in arrivo e partenza rallentano la crescita economica, strettamente legata allo sviluppo del commercio. Positivo il fatto che ormai quasi il 70% dei Paesi utilizza alla frontiera sistemi di dati elettronici.

Migliorata inoltre a livello globale la capacità statistica, con oltre un quarto dei Paesi a reddito medio-basso che hanno raggiunto una valutazione superiore a 80 (su 100). E, come si osserva alla mappa qui sotto, nel decennio 2005-2015 sono stati pochissimi i Paesi a non aver condotto un censimento della popolazione (clicca per ingrandire).


L’impegno dell’ONU

Molte delle attività del Programma dell’ONU per lo sviluppo, già osservate in precedenza perché riguardanti anche altri goal, sono state avviate proprio grazie alla partnership dell’ONU con altri enti, sia governativi sia privati (UNDP). Dalle donne dell’Honduras che hanno imparato a installare, mantenere e riparare i pannelli solari (post goal 7, UNDP)  all’utilizzo di droni per aiutare gli abitanti delle Maldive a proteggersi dai cambiamenti climatici (post goal 9, UNDP), al progetto attuato a Cipro per la salvaguardia del patrimonio culturale dell’isola che mira anche alla riconciliazione delle due comunità presenti (post goal 16, UNDP), alla costruzione di ponti in Afghanistan sul fiume al confine con il Tagikistan per migliorare i collegamenti commerciali e gestire le frontiere (post goal 16, UNDP), all’impegno lungo la costa sudoccidentale dell’Africa (Angola, Namibia, Sudafrica) per la salvaguardia del particolare ambiente costiero lambito dalla Corrente del Benguela (post goal 16, UNDP).

 

I sotto-obiettivi

Ben 19 i sotto obiettivi di quest’ultimo goal, suddivisi in cinque settori: finanza, tecnologia, costruzione di competenze e capacità, commercio e questioni sistemiche (ASviS). Qui una sintesi:

Finanza

  • 17.1 Rafforzare le risorse interne per migliorare la capacità di riscossione di imposte ed altre entrate.
  • 17.2 Impegno di raggiungere l’obiettivo dello 0,7 per cento di APS/PIL[ per i paesi in via di sviluppo da parte dei Paesi sviluppati (e di un valore più limitato per gli altri Paesi).
  • 17.3 Mobilitare ulteriori risorse da più fonti.
  • 17.4 Aiutare i Paesi in via di sviluppo a raggiungere la sostenibilità del debito a lungo termine.
  • 17.5 Adottare e applicare i regimi di promozione degli investimenti a favore dei paesi meno sviluppati

Tecnologia

  • 17.6 Migliorare la cooperazione Nord-Sud, Sud-Sud e quella triangolare e l’accesso a scienza, tecnologia e innovazione, migliorando la condivisione delle conoscenze, anche attraverso un meccanismo di facilitazione globale per la tecnologia.
  • 17.7 Promuovere lo sviluppo e la diffusione di tecnologie ecocompatibili, anche a condizioni agevolate e preferenziali.
  • 17.8 Entro il 2017 rendere la Banca della Tecnologia e lo sviluppo delle capacità scientifiche, tecnologiche e di innovazione operativi per i Paesi meno sviluppati, migliorando in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Costruzione di competenze e capacità

  • 17.9 Rafforzare il sostegno internazionale allo sviluppo delle capacità dei Paesi in via di sviluppo per sostenere i piani nazionali di attuazione di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile

Commercio

  • 17.10 Promuovere un sistema commerciale multilaterale universale, non discriminatorio ed equo
  • 17.11 Aumentare le esportazioni dei paesi in via di sviluppo: raddoppiare la quota delle esportazioni paesi meno sviluppati entro il 2020.
  • 17.12 Realizzare un mercato senza dazi e l’accesso al mercato per tutti i paesi meno sviluppati, in linea con le decisioni dell’Organizzazione mondiale del commercio

Questioni sistemiche

  • 17.13 Migliorare la stabilità macro-economica globale, anche attraverso il coordinamento e la coerenza delle politiche
  • 17.14 Migliorare la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile.
  • 17.15 Rispettare lo spazio politico di ciascun paese e la leadership per eliminare la povertà e raggiungere lo sviluppo sostenibile
  • 17.16 Migliorare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile, per favorire condivisione di conoscenze, competenze, tecnologie e risorse finanziarie
  • 17.17 Incoraggiare e promuovere partenariati tra soggetti pubblici, pubblico-privati e nella società civile
  • 17.18 Entro il 2020, rafforzare le capacità per i paesi in via di sviluppo di disporre di dati di alta qualità, tempestivi e affidabili disaggregati in base al reddito, sesso, età, razza, etnia, status migratorio, disabilità, posizione geografica ecc.
  • 17.19 Costruire sistemi di misurazione dell’avanzamento verso lo sviluppo sostenibile e sostenere le capacità statistiche nei Paesi in via di sviluppo

La situazione dell’Italia

Dall’ASviS le notizie sul livello di raggiungimento del goal 17, qui a lato l’indicatore composito.
Da quanto risulta  le politiche di cooperazione a livello internazionale dell’Italia sono adeguate a quanto richiesto dall’Agenda 2030, ma il nostro Paese è ben sotto il  rapporto APS/PIL richiesto per gli aiuti per lo sviluppo: siamo passati dallo 0,22% del 2015 allo 0,26% del 2016, contro lo 0,7% previsto. E molte leggi che riguardano questo goal sono state approvate in ritardo o sono ancora in corso di approvazione, come la legge sul Commercio Equo e Solidale.


Fare Geo

  • Osserva la mappa in alto con i censimenti e individua i Paesi in cui non ne è stato fatto nessuno tra il 2005 e il 2015. Prepara una tabella con il nome degli Stati, il continente in cui si trovano e il numero stimato di abitanti (lo trovi sulle schede di Zona Geografia). Quanti Stati non hanno eseguito censimenti? E complessivamente quante sono state le persone non censite? Potrebbero essere molte di più o di meno di quanto hai calcolato? Perché?
  • Sul sito dell’ASviS è riportata una sintesi dell’ultimo Rapporto Eurostat sui 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile con l’analisi Goal per Goal della situazione nell’Unione Europea, mentre sul sito della Commissione Europea è disponibile la brochure riassuntiva del Rapporto in inglese. Accedi ai due siti, discuti in classe su quanto esposto e prepara insieme ai tuoi compagni una serie di slide che visualizzino sinteticamente il livello di raggiungimento degli obiettivi.
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