Agenda 2030: Goal n. 3, salute e benessere

10/07/2017

3goalSalute e benessere per tutti e per tutte le età è il terzo goal indicato dall’Agenda 2030, con l’impegno di eliminare le grandi differenze tra Paesi ricchi e Paesi poveri.
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS o WHO) è l’agenzia dell’ONU che si occupa della salute della popolazione umana con l’obiettivo di portare tutti al miglior livello di salute possibile.
I principali obiettivi cui puntare sono la salute infantile e materna, le malattie più pericolose (HIV/AIDS, malaria ecc..), l’abuso di sostanze tossiche, ma anche la salute mentale con la depressione, all’origine di molti suicidi, e la malnutrizione,who-famine-and-health che provoca gravi danni alla salute e causa ogni anno milioni di morti.  Il terzo goal, infatti, è strettamente legato al secondo: senza cibo mancano salute e benessere.
L’ONU ha lanciato la campagna “SANO NON AFFAMATO” (healthynothungry): a gennaio si è tenuta a Milano la presentazione dell’iniziativa (Farnesina) dal titolo “Un mondo affamato non sarà mai un mondo sano” e in questi giorni, dal 10 al 17 luglio, a New York si tiene il “Forum politico di alto livello” su sei dei 17 goals, tra cui il secondo, la fame, e il terzo, la salute. Qui a lato l’infografica dell’OMS su “carestia e salute”.

A che punto siamo?

mortalità_infantile_1960-2015La salute dell’uomo ha fatto enormi progressi negli ultimi secoli e la speranza di vita è passata, a livello mondiale, dai circa 30 anni dell’era pre-industriale agli oltre 70 di oggi (National Geographic). Un salto gigantesco dovuto al diverso stile di vita che ha portato in al calo dei decessi nei primi vent’anni e in particolare della mortalità infantile. Sul sito della Banca Mondiale (worldbank) sono disponibili i dati della mortalità infantile nel 1960 e nel 2015 Per tutti i Paesi e il grafico con l’andamento a livello mondiale, riportato qui a lato.

Life_Expectancy_at_Birth_by_Region_1950-2050Ma se in media la vita è aumentata notevolmente, rimangono forti differenze: i bambini che nascono in Italia possono sperare di vivere molto più a lungo di quelli che nascono in un Paese dell’Africa centrale. Qui a lato la speranza di vita alla nascita nel mondo e nei vari continenti dal 1950 alla previsione per il 2050 e in basso la variazione per i maschi dal 2000 al 2017, ricavata dai dati di DeAWING.
Le differenze tra Paese e Paese sono enormi: da 48,8 anni dello Swaziland a 82,3 anni per il Principato di Monaco, quasi il doppio.
Numerose mappe con dati relativi alla situazione sanitaria disponibili sul sito Global Health Observatory dell’OMS.

vita_maschi_2000-2017_

Milioni di persone in pericolo

A_malnourished_child_in_an_MSF_treatment_tent_in_Dolo_AdoCambiamenti climatici  e conflitti sono alla base delle precarie condizioni in cui vivono milioni di persone. E i più a rischio sono sempre i bambini.
Sul sito dell’ONU sono riportati i progressi compiuti a livello mondiale con lo scarto relativo alle zone più critiche. Ad esempio la mortalità neonatale nel 2015 è stata del 19‰, ma ha raggiunto il 29‰ nell’Asia centrale e meridionale e nell’Africa sub-sahariana, le due regioni dove la carenza di acqua potabile, di servizi igienici adeguati e di assistenza sanitaria aumenta il pericolo di epidemie e la situazione sanitaria risulta più carente.

I sotto-obiettivi

Mille le sfaccettature del benessere, dalla durata della vita alla riduzione delle malattie, alla possibilità di accedere a servizi sanitari… E per facilitare il raggiungimento dell’obiettivo, l’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal in 13  target (ASViS), qui sintetizzati:

  • 3.1 Ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 per 100.000 nati vivi
  • 3.2 Ridurre la mortalità neonatale sotto 12‰ dei nati vivi e, per i bambini al di sotto dei 5 a meno del 25‰ dei nati vivi
  • 3.3 Porre fine alle epidemie (AIDS, tubercolosi, malaria e malattie tropicali), combattere l’epatite, le malattie legate all’uso dell’acqua e altre malattie trasmissibili
  • 3.4 Ridurre di un terzo la mortalità prematura attraverso prevenzione e cura, promuovere la salute mentale e il benessere
  • 3.5 Rafforzare la prevenzione e il trattamento di abuso di sostanze (stupefacenti, alcool, ecc.)
  • 3.6 Dimezzare entro il 2020 i decessi e le lesioni da incidenti stradali
  • 3.7 Garantire l’accesso universale ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, l’informazione, l’educazione e l’integrazione della salute riproduttiva nelle strategie nazionali
  • 3.8 Conseguire una copertura sanitaria universale, l’accesso a servizi sanitari essenziali, a farmaci  (sicuri, efficaci, di qualità) a prezzi accessibili e vaccini per tutti
  • 3.9 Ridurre decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da inquinamento e contaminazione di aria, acqua e suolo
  • 3.a Rafforzare l’attuazione della “Convenzione quadro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità” sul controllo del tabacco
  • 3.b Sostenere ricerca e sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili che colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo in conformità con la Dichiarazione di Doha sull’Accordo TRIPS e la salute pubblica
  • 3.c Aumentare il finanziamento della sanità e il reclutamento, lo sviluppo, la formazione e il mantenimento del personale sanitario, soprattutto nei paesi meno sviluppati
  • 3.d Rafforzare la capacità, in particolare nei i paesi in via di sviluppo, per la prevenzione, la riduzione e la gestione dei rischi per la salute nazionale e globale

 

La situazione dell’Italia

Osservasalute_2016In Italia la speranza di vita è tra le più elevate del mondo e, come gran parte dei Paesi ricchi, parecchi dei target indicati dall’Agenda 2030 per questo goal sono già raggiunti. La mortalità infantile è estremamente ridotta, così come quella materna, non vi sono epidemie in atto, mentre l’assistenza sanitaria è tra le migliori del mondo e informazione e strumenti per una pianificazione familiare consapevole sono disponibili a tutti.

Ma nel complesso siamo ancora lontani dal raggiungimento del terzo goal. Rimangono parecchi problemi da risolvere, dagli incidenti stradali all’uso di alcool, tabacco e droghe, all’obesità, ai danni causati dall’inquinamento: nell’aria delle città italiane la concentrazione di PM10 supera sovente i limiti stabiliti dall’UE e le malattie respiratorie sono tra le principali causa di morte.
Per il benessere di tutti è necessario modificare lo stile di vita: meno sedentarietà, ridurre alcool e fumo, mantenere un’alimentazione corretta… (A1SViS).
La situazione della salute degli italiani è riportata nel dettaglio nel rapporto “Osservasalute 2016”, con dati di tutte le regioni.


 

Fare Geo

  • Prepara un cartellone che spieghi il terzo goal con una breve presentazione e una serie di vignette che visualizzino i target da 3.1 a 3.9.
  • Osserva su DeAWING la percentuale di persone che ha accesso ai servizi sanitari dal 2008 al 2016 e descrivi i cambiamenti avvenuti evidenziando i Paesi mortalita_1960-2015in cui si è avuto un miglioramento ed eventualmente quelli in cui si è verificato un peggioramento.
  • Osserva sul sito worldbank il tasso di mortalità infantile al di sotto dei 5 anni nei vari Paesi, individua quelli in cui nel 1960 oltre un quarto dei bambini moriva prima di compiere i cinque anni (tasso >250‰) e rappresenta con un grafico la variazione tra il 1960 e il 2015 (qui a lato lo schema con il grafico dei primi due Stati, Bangladesh e Benin). In quali Paesi la situazione è maggiormente migliorata? Da cosa lo deduci?
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