Agenda 2030: Goal n. 4, istruzione di qualità

17/07/2017

Sustainable_Development_Goals_IT_RGB-04Fornire a tutti possano l’accesso ad una istruzione di qualità, equa ed inclusiva è il quarto goal indicato dall’Agenda 2030.
Un’educazione che deve continuare per tutta la vita, perché il mondo non si ferma e per partecipare attivamente alla vita sociale non basta più saper leggere, scrivere e contare, ma anche sapere utilizzare i nuovi mezzi di informazione e comunicazione.
Unesco_fumettoQuesto obiettivo è strettamente legato ai primi tre: l’istruzione è un valido aiuto per ridurre la povertà e quindi eliminare la fame e migliorare la salute.
A febbraio l’Unesco ha pubblicato la relazione sul monitoraggio dell’educazione globale  “Education for people and planet” che mette in evidenza l’importanza dell’istruzione per la crescita economica sostenibile e inclusiva dell’ambiente. E’ disponibile anche una versione per ragazzi sotto forma di fumetto.

pvg_logoIl quarto goal riveste una particolare importanza perché puntare ad una educazione alla cittadinanza globale può “favorire lo scambio e la discussione e portare frutti di pace e fratellanza”, come dice Piera Gioda nel post del 2/10/2014 che spiega il progettoParlez vous global?”.
A livello internazionale l’ONU ha lanciato l’iniziativaGlobal Schools Program” con lo scopo di potenziare downloadscuole e insegnanti per educare i bambini sui 17 goals dell’Agenda 2030. La rete di scuole che aderisce al progetto punta a integrare gli obiettivi dell’agenda 2030 nei programmi scolastici, preparare gli insegnanti e permettere agli studenti di operare a livello locale per progredire sul raggiungimento dei goals.

I progressi

Nel rapporto “Reducing global poverty through universal primary and secondary education”, prUnesco_esclusi_istruzioneesentato in questi giorni dall’Unesco al “Forum politico di alto livello” di New York “, è indicato che  “se tutti gli adulti finissero le scuole secondarie sarebbero sottratti alla povertà 420 milioni di individui”, un traguardo ancora lontano.
A lato il grafico con gli abbandoni scolastici, calati, ma che sembrano essersi stabilizzati,Reddito_abbandono_scuola e quello con la correlazione tra reddito e abbandoni. Non esiste un rapporto di causa-effetto tra reddito e abbandono scolastico, ma gli studi hanno evidenziato come l’istruzione della popolazione sia uno dei prerequisiti per la crescita economica di un Paese.
Purtroppo le disparità nell’ambito dell’educazione sono difficili da colmare e ancora oggi vi sono Paesi dove l’accesso all’istruzione rimane solo un sogno.

Sul sito dell’ONU Sustainable Development la sintesi dei progressi raggiunti.
Qui sotto le mappe tratte da DeAWING con la percentuale di analfabeti e l’aspettativa di vita scolastica, in cui spicca la situazione critica di gran parte dell’Africa e dell’Asia meridionale.
DeAWing_aspettativa_scuola2017DeAWing_analfabeti2017

 

Persone o ambienti più in pericolo

istruzione-obiettivo-agenda-2030L’ASViS riporta i dati principali sui progressi raggiunti e mette in evidenza le situazioni ancora critiche.  Anche per il quarto goal il problemi maggiori riguardano l’Asia meridionale e l’Africa subsahariana: qui vive il 70% dei 61 milioni di bambini che hanno dovuto abbandonare la scuola primaria nel 2014.

L’Unicef opera per ridurre lo svantaggio che colpisce i bambini e soprattutto le bambine nei Paesi più a rischio, in particolare nelle zone di conflitto, dove secondo l’Unicef, 25 milioni di bambini non frequentano la scuola.
Presentazione standard di PowerPointTra le iniziative il progetto “Diritto all’istruzione per i bambini svantaggiati” con gli aiuti per il Libano, primo paese al mondo per rapporto popolazione/bambini in istituto (YouTube), in Bangladesh il progettoScuola e protezione per i bambini di strada“, poi l’impegno contro la discriminazione di genere (quinto goal), principale causa dell’esclusione dalla scuola delle bambine (Unicef Italia).

I sotto-obiettivi 

Qui sotto la sintesi dei 13  target in cui l’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal (ASViS):

  • 4.1 Assicurarsi che tutti, ragazzi e ragazze, completino un’istruzione libera, equa e di qualità che porti a un efficace apprendimento
  • 4.2 Assicurarsi che tutti i bambini abbiano uno sviluppo infantile precoce di qualità con accesso alla scuola dell’infanzia
  • 4.3 Garantire a tutti la parità di accesso ad un’istruzione di qualità tecnica, professionale e di terzo livello, compresa l’Università, a costi accessibili
  • 4.4 Aumentare il numero di persone con competenze necessarie per lavori dignitosi e per la capacità imprenditoriale e per la vita
  • 4.5 Eliminare le disparità di genere nell’istruzione e garantire la parità di accesso ai più vulnerabili (persone con disabilità, popolazioni indigene e bambini)
  • 4.6 Assicurarsi che tutti i giovani e una parte sostanziale di adulti, uomini e donne, raggiungano l’alfabetizzazione e l’abilità di calcolo
  • 4.7 Assicurarsi che tutti acquisiscano conoscenze e competenze per promuovere lo sviluppo sostenibile
  • 4.a Adeguare le strutture scolastiche alle esigenze di tutti e fornire ambienti di apprendimento sicuri, non violenti, inclusivi ed efficaci
  • 4.b Espandere il numero di borse di studio, in particolare nei paesi meno sviluppati
  • 4.c Aumentare l’offerta di insegnanti qualificati, anche attraverso la cooperazione internazionale, in particolare nei Paesi meno sviluppati

La situazione dell’Italia

ISTAT_titolo_studioPurtroppo l’Italia, sebbene abbia migliorato il livello d’istruzione dal 2000 al 2015, non è riuscita a colmare il divario con gli altri Paesi dell’UE. Le attuali medie europee potranno essere raggiunte dal nostro Paese solo nel 2030 (ASViS).
Le rilevazioni relative al 2012 mostrano che “un quindicenne italiano scolarizzato su cinque non capisce quel che legge, mentre uno su quattro va in crisi di fronte a un problema elementare di matematica” (fonte PISA).

Secondo quanto riporta l’ASViS (articoloL’Italia di fronte all’impegno in campo educativo” di Stefano Molina del 14/06/2016) l’Italia deve vincere quattro importanti sfide:

  • La sfida della qualità degli apprendimenti: la frequenza scolastica non è più una condizione sufficiente per la buona riuscita;
  • La sfida della dispersione: il numero degli abbandoni è ancora elevato, quasi il 15% degli studenti non termina gli studi;
  • La sfida dell’inclusione: implica una maggiore sensibilità delle politiche educative e delle pratiche didattiche quotidiane nei confronti dei tantissimi individui – circa un milione e mezzo – appartenenti a queste categorie eterogenee;
  • La sfida dell’apprendimento permanente: è necessario un sistema integrato per l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e in ogni luogo, basato sul riconoscimento, la promozione e l’accrescimento delle competenze.

Fare Geo

  • Quest’anno l’Unicef ha dedicato l’8 marzo, giornata della donna, all’istruzione femminile: #8marzodellebambine: l’istruzione salva la vita. Visualizza con grafici o vignette i dati riportati e prepara un cartellone o una slide con una breve relazione di commento.
  • Discuti in classe sull’utilità dell’istruzione e sulle 4 sfide che l’Italia deve vincere: la scuola è utile? serve ottenere un diploma o serve acquisire conoscenze e competenze? chi deve studiare? quando termina l’istruzione? perché?
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