Agenda 2030: Goal n. 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari

07/08/2017

logo6Garantire a tutti acqua potabile pulita e servizi igienico-sanitari efficienti è il 6° goal indicato dall’Agenda 2030 (post 15/02/2016).
UN-Water, l’ente dell’ONU che si occupa dell’acqua dolce e dei servizi igienico-sanitari, ha pubblicato nel 2016 un rapporto che evidenzia come questo goal abbia un ruolo centrale nell’ambito dell’Agenda 2030: la gestione sostenibile delle acque dolci ha risvolti sociali, economici e ambientali e si collega strettamente a tutti gli altri goal.
LOMBOK_clean_water_(10708874693)L’acqua dolce è essenziale per la vita nostra e di tutti gli esseri viventi ed è importante un coordinamento a livello globale della sua gestione: i fiumi attraversano i confini e il prelievo a monte non deve danneggiare le popolazioni che vivono più a valle. Il diritto all’acqua deve essere una priorità per tutti. Il Papa a febbraio ha espresso il timore di arrivare a guerre per l’acqua (ANSA).

La situazione attuale

Anche se le risorse ci sono, ancora oggi in molte zone la cattiva gestione economica e le infrastrutture in gran parte obsolete e scadenti unite alla siccità 1280px-Collecting_clean_water_with_the_help_of_UKaid_(5330401479)che colpisce vaste aree ogni anno fanno sì che l’approvvigionamento dell’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari risultino estremamente carenti: il 40% della popolazione mondiale soffre di scarsità d’acqua (ONU Italia, ONU).
Inoltre, con il cambiamento climatico in atto, in futuro la situazione potrebbe peggiorare: è facile che nel 2050 una persona su quattro sia soggetta a carenza d’acqua potabile, anche se solo in alcuni periodi dell’anno.

I dati mettono in evidenza le carenze ancora esistenti e lo stretto legame tra il sesto goal e altri traguardi dell’Agenda 2030.
I consumi sono eccessivi: “oltre 1,7 miliardi di persone utilizzano più acqua rispetto a quella rigenerata nel territorio in cui vivono”.
L’acqua viene inquinata: “meno di un quinto delle acque di scarico vengono depurate prima di reimmetterle in fiumi o mari”.
L’acqua potabile sovente non è potabile: “almeno 1,8 miliardi di persone a livello globale utilizzano 3._Saving_lives_-_now_and_in_the_future_(9065226097)fonti di acqua potabile contaminate da escrementi”.
L’utilizzo di acqua contaminata è la principale causa di molte malattie: “ogni giorno, circa 1000 bambini muoiono a causa di malattie diarroiche prevenibili legate all’acqua e all’igiene”.
Mancano i servizi igienici: “quasi un terzo della popolazione mondiale non ha accesso a servizi igienici di base come WC o latrine”.

L’acqua è necessaria anche per sfamarsi: se manca, niente agricoltura e neppure allevamento: “circa il 70% dell’acqua estratta da fiumi, laghi e acquedotti è usata per l’irrigazione”.
E non solo, l’acqua è anche la maggior fonte di energia rinnovabile: “nel 2011, essa ha rappresentato il 16% della produzione elettrica totale mondiale”.
Ma l’acqua è anche causa di morte: “a calamità naturali dovute all’acqua (come le inondazioni) si deve il 70% dei decessi dovuti a disastri naturali”.

I progressi ottenuti a livello globale, tratti dalla relazione del Segretario generale, sono disponibili sulla Piattaforma di conoscenza dello Sviluppo Sostenibile dell’ONU.
Il miglioramento delle fonti di acqua potabile ha riguardato oltre il 90% della popolazione mondiale (passando dal 76% del 1990 al 91% del 2015) e per i due terzi il miglioramento ha riguardato anche i servizi igienici.

1024px-Water_distribution_in_Horn_of_AfricaLe zone più a rischio

I pericoli maggiori riguardano le popolazioni dell’Africa e di parte dei paesi dell’Asia centrale e meridionale, dove risultano carenti sia la disponibilità di acqua potabile sia l’accesso ai servizi igienico-sanitari (qui sotto le mappe tratte da DeA Wing del 2017).
Per raggiungere l’obiettivo è necessaria l’eliminazione della pratica non sicura di una defecazione aperta, comune ancora oggi nelle aree rurali dell’Asia centrale e meridionale, dell’Asia Orientale e Sudorientale e dell’Africa sub-sahariana.
DeaWing_accesso_acqua_potabile_2017DeaWing_accesso_servizi_sanitari_2017

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SDG6_targets_SDG6_watercycle_UN-Water.jpegI sotto-obiettivi

Il goal è stato suddiviso in 8 target (ASViS), qui sintetizzati.
Secondo UN-Water è necessario osservare il ciclo completo dell’acqua per comprendere meglio i sotto obiettivi e propone un disegno che li illustra (qui a lato).

  • 6.1 Raggiungere l’accesso universale ed equo all’acqua potabile, sicura e alla portata di tutti
  • 6.2 Fornire a tutti un accesso ai servizi igienico-sanitari, con particolare attenzione a donne, ragazze e coloro che si trovano in situazioni vulnerabili
  • 6.3 Migliorare la qualità dell’acqua riducendo l’inquinamento, eliminando gli scarichi non controllati, dimezzare la percentuale di acque reflue non trattate e aumentare il riciclaggio e il riutilizzo sicuro a livello globale
  • 6.4 Aumentare l’efficienza idrica in tutti i settori e assicurare prelievi e fornitura di acqua dolce per affrontare la scarsità d’acqua, ridurre drasticamente le persone che soffrono di scarsità d’acqua
  • 6.5 Attuare la gestione integrata delle risorse idriche a tutti i livelli, anche attraverso la cooperazione transfrontaliera
  • 6.6 Proteggere e ripristinare gli ecosistemi legati all’acqua, tra cui montagne, foreste, zone umide, fiumi, falde acquifere e laghi
  • 6.a Ampliare la cooperazione internazionale in particolare riguardo i sistemi di raccolta dell’acqua, la desalinizzazione, l’efficienza idrica, il trattamento delle acque reflue, le tecnologie per il riciclo e il riutilizzo
  • 6.b Sostenere e rafforzare la partecipazione delle comunità locali nel miglioramento della gestione idrica e fognaria

 

La situazione dell’Italia

L’Italia ha già in gran parte raggiunto gli obiettivi del sesto goal, ma, come riportato dall’ASviS, noi utilizziamo molta più acqua di quanto sembri: “l’Italia è il terzo importatore netto, dopo Giappone e Messico, di acqua virtuale (“incorporata” nei beni)”.
La disponibilità d’acqua nel nostro Paese è sufficiente (ISPRA), anche se nei mesi estivi può accadere che si abbia (come quest’anno) necessità di limitare l’erogazione in alcune aree (Il Sole24Ore).
Solo alcune fasce marginali della popolazione italiana non hanno accesso a servizi igienici adeguati e le acque di scarico sono depurate meglio nelle regioni settentrionali, mentre nelle isole la depurazione è meno efficace.
Più carente l’utilizzo delle acque nei settori produttivi, dall’agricoltura all’industria e al settore energetico, in cui la dispersione delle risorse idriche risulta aumentata rispetto al 2008.


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  • Clean-Water-WheelL’Unicef invita a utilizzare il “fumetto” per visualizzare e promuovere i passi necessari per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030. Qui a lato l’immagine animata e un disegno per il sesto goal. Prepara una serie di disegni che visualizzino gli elementi che più ti hanno colpito di quanto hai letto.
  • Discuti con i compagni sulla necessità di risparmiare acqua. Stilate insieme una serie di consigli sui comportamenti più utili per ridurre i consumi.
  • Osserva le mappe di DeA Wing del 2017 con la disponibilità di acqua potabile e l’accesso ai servizi igienico-sanitari (più in alto) e confrontale con quelle qui sotto (sempre da DeA Wing) relative ad anni precedenti. Individua i cambiamenti avvenuti e prepara una didascalia di commento indicando i miglioramenti e gli eventuali peggioramenti.

DeaWing_accesso_acqua_potabile_2005DeaWing_accesso_servizi_sanitari_2008

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