Agenda 2030: Goal n. 9, Promuovere innovazione, infrastrutture e industria sostenibile

25/09/2017

Sustainable_Development_Goals_IT_RGB-09Il nono goal dell’Agenda 2030 riguarda la costruzione di un’infrastruttura resiliente, la promozione dell’innovazione ed un’industrializzazione equa, responsabile e sostenibile (post 15/02/2016).
Tre elementi indispensabili per lo sviluppo di un Paese; diversi, ma strettamente collegati.
nove_schemaLe reti delle infrastrutture, dai trasporti (auto, treni, aerei) alle reti idriche ed energetiche, a quelle dell’informazione e della comunicazione (telefonia, radio e TV, internet, finanza…), sono alla base dello sviluppo industriale che nello stesso tempo deve tenersi al passo con le nuove tecnologie, puntando a soluzioni innovative sempre più efficienti e sempre più sostenibili, in grado di migliorare le condizioni di vita pur salvaguardando l’ambiente.

rapportoIn luglio è stato presentato il rapporto ONU “Fast-forward progress: leveraging tech to achieve the global goals”  secondo il quale, se tutti avessero accesso alla rete di internet, si potrebbero raggiungere prima i 17 goal dell’Agenda 2030 (UNSDN, AS1viS).
DeA_Wing_2017_internetAttualmente un miliardo le persone prive di competenze digitali, con la più elevata percentuale nell’Africa Sub-sahariana.
Secondo il rapporto sono cinque gli elementi da tenere in considerazione per velocizzare l’attuazione del programma.

  1. Non lasciare nessuno offline: le TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) devono essere a disposizione di tutti. Che cosa faresti se non avessi accesso alle risorse della rete (notizie, istruzione, banca…)?
  2. Le TIC come acceleratore per l’innovazione e il cambiamento: la rivoluzione tecnologica è in atto e reti di sensori, banche dati, robot, droni e intelligenza artificiale stanno cambiando il nostro mondo possono portare benessere a tutti.
  3. Le persone al primo posto: per molti rifugiati internet è l’unico mezzo per trovare lavoro e per poter comunicare con i propri cari.
  4. Non c’è posto per il compiacimento: prodotti personalizzati ed e-commerce stanno ampliando il mercato, riducendo i costi commerciali ed offrendo nuove opportunità di formazione e occupazione.
  5. Creazione di nuovi partenariati innovativi. la comunità internazionale ha la responsabilità di promuovere la collaborazione per evitare di allargare i divari: “nessuno deve essere lasciato indietro”.

Una situazione molto squilibrata

Nei dati forniti dall’ONU scopriamo che sono circa due miliardi e mezzo le persone con problemi per l’accesso alle reti elettriche ed idriche, mentre circa un miliardo e mezzo non dispone di telefonia affidabile.
Nei Paesi in via di sviluppo la carenza delle infrastrutture limita l’accesso a mercati e alla possibilità di formazione, riduce i posti di lavoro e impedisce la crescita delle imprese piccole e medie, importanti nei primi stadi dell’industrializzazione. In questi Paesi meno di un terzo della produzione agricola locale viene lavorato, mentre nei Paesi ad alto reddito si arriva al 98%: nei Paesi poveri vi sarebbero quindi ampi spazi per la nascita di industrie locali agroalimentari (ONU Italia).

Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) ha avviato progetti nei Paesi in via di sviluppo per migliorare le infrastrutture e aiutare lo sviluppo industriale.

Laos_undpIn Laos, dove gran parte della popolazione vive in zone isolate, l’UNDP lavora con il Ministero dell’informazione e della cultura per sostenere stazioni radiofoniche che forniscono informazioni di base su salute e igiene e programmi istruttivi. Oltre 45.000 le persone raggiunte dal programma di istruzione di base, molte delle quali non avrebbero in altro caso potuto avere nessuna istruzione. La carenza di un’adeguata scolarizzazione  contribuisce in modo significativo alla povertà del Laos.Bosnia_undp

In Bosnia Erzegovina una rete di stazioni idro-meteorologiche permette di dare l’allarme in caso di pericolo inondazioni (UNDP). La mancanza di preavviso rende difficile mettersi in salvo: nel 2014 inondazioni e frane hanno coinvolto oltre un milione di persone. La zona più colpita è stata il bacino del fiume Vrbas, con zone rurali povere in cui vivono anche sfollati e rimpatriati dalla guerra. Il sistema di misurazione automatico del livello del fiume permette di avvertire in tempo la popolazione del pericolo.

Alle Maldive i droni aiutano ad affrontare i cambiamenti climatici (UNDP). L’arcipelago è il Paese più basso del mondo, 1200 isole che Maldive_undpsi alzano al massimo di 2 metri sul livello del mare. Se la temperatura continua ad aumentare, lo scioglimento dei ghiacci polari farà innalzare il mare e il Paese sarà sommerso. I mutamenti del clima si fanno già sentire: forti tempeste sui alternano a lunghi periodi di siccità mentre l’acqua erode sempre più le coste. Per preparare  piani per le emergenze è necessario realizzare mappe del rischio per le circa 200 isole abitate. I droni proposti dall’Undp sono in grado di realizzare in un giorno la mappa di un’isola che richiederebbe il lavoro di quasi un mese.

I sotto-obiettivi

L’Agenda 2030 ha suddiviso questo goal in otto  target (ASViS), qui sintetizzati che, oltre a allargare l’accesso alle reti delle infrastrutture globali a tutti i Paesi in via di sviluppo, puntano ad innalzare il livello tecnologico e favorire la nascita di nuove imprese. Entro il 2030 si chiede di:

  • 9.1   Sviluppare infrastrutture di qualità, affidabili, sostenibili e resilienti, con particolare attenzione ad un accesso equo e conveniente per tutti
  • 9.2  Promuovere un’industrializzazione inclusiva e sostenibile e aumentare l’occupazione nell’industria e il prodotto interno lordo (raddoppiare la quota nei paesi meno sviluppati)
  • 9.3   Incrementare l’accesso delle piccole e medie imprese ai servizi finanziari e la loro integrazione nell’indotto e nei mercati
  • 9.4   Migliorare le infrastrutture e riconfigurare in modo sostenibile le industrie, aumentando l’efficienza e adottando tecnologie più sane per l’ambiente
  • 9.5   Aumentare la ricerca scientifica, migliorare le capacità tecnologiche, incoraggiare le innovazioni e incrementare considerevolmente la quota di impiegati nel settore della ricerca e dello sviluppo e la spesa per la ricerca e per lo sviluppo
  • 9.a   Facilitare lo formazione di infrastrutture sostenibili e resilienti negli stati in via di sviluppo tramite un supporto finanziario, tecnico e tecnologico rinforzato
  • 9.b  Supportare lo sviluppo tecnologico interno, la ricerca e l’innovazione nei paesi in via di sviluppo
  • 9.c  Aumentare in modo significativo l’accesso alle tecnologie di informazione e comunicazione e fornire ai paesi meno sviluppati un accesso a Internet universale ed economico entro il 2020

L’Italia deve migliorare

La situazione del nostro Paese riguardo infrastrutture e trasporti purtroppo lascia ancora a desiderare e presenta grandi squilibri (ASviS).
L’Italia ha perso competitività, soprattutto riguardo le attività portuali: si pone dopo tutti gli altri Stati dell’UE, 49° nella classifica mondiale per i porti e 26° per la loro efficienza (in basso il porto di Genova).
800px-Genova_porto_panoramica2Inoltre forti differenze da zona a zona si riscontrano in vari settori, come per la gestione dei rifiuti con regioni efficienti ad altre ancora arretrate.
Gran parte del territorio è a rischio: milioni le abitazioni situate in zone sismiche, poi il rischio di frane e alluvioni con edifici costruiti in aree pericolose. Inoltre il “consumo” di suolo ha continuato ad aumentare, passando dal 2,9% degli anni ’50 al 7,3% attuale.
Grafico_goal9Anche per quanto riguarda la digitalizzazione l’Italia è carente. In molte regioni sono ancora tante le scuole non attrezzate per la didattica digitale e l’utilizzo di internet è sotto la media. Secondo il Digital Economy & Society Index della Commissione Europea, i progressi nell’ultimo anno sono stati limitati in relazione alla maggior parte degli indicatori (grafico a lato).
L’industria sta trasformandosi e punta all’innovazione, ma la digitalizzazione del processo produttivo avrà ripercussioni sull’occupazione con riduzione dei posti di lavoro.
Nonostante la spesa per la ricerca sia bassa (1,31% del PIL), l’Italia si pone all’ottavo posto per le pubblicazioni scientifiche.


Fare Geo

  • Discuti in classe su che si intende con il termine “infrastruttura” e prepara una lista di infrastrutture che tu utilizzi.
  • Visualizza mediante una mappa concettuale le relazioni tra i tre elementi che caratterizzano il nono goal: innovazione, infrastrutture, industria.
© 2015-2017 De Agostini Scuola - P.IVA 01792180034 - De Agostini Scuola S.p.A. è certificata UNI EN ISO 9001 da RINA