Buon Anno, ma in quale anno siamo: 2016, 1437, 5776 o 4713?

01/01/2016

Questa notte i fuochi d’artificio hanno illuminato i cieli di tutta la Terra per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, il 2016.
Kiritimati-EOIl brindisi di mezzanotte con il botto dei tappi di spumante si ripete ora dopo ora passando da un fuso orario all’altro. I primi a salutare il nuovo anno sono stati gli abitanti delle Sporadi Equatoriali (o Line Island), un piccolo arcipelago del Pacifico appartenente alla repubblica di Kiribati che ha come fuso orario UTC+14. Sono avanti di 13 ore rispetto all’Italia (UTC+1) ed hanno festeggiato il 2016 quando da noi erano le 11 del mattino del 31 dicembre. Qui a lato l’isola Christmas (Kiritimati in lingua locale), l’atollo più grande delle Sporadi Equatoriali (389 km²), abitato da 5mila persone.
Sempre nel Pacifico si trovano due atolli statunitensi disabitati (isole Baker e Howland) che, con UTC-12, sono invece gli ultimi a passare nel nuovo anno: 26 ore dopo, quando nelle Sporadi Equatoriali sono già le 2 del mattino del 2 gennaio.
sanfranFireworksTra le grandi metropoli la prima a festeggiare è Auckland (Nuova Zelanda), seguita due ore dopo da Sydney (Australia) e quindi da Tokyo (Giappone), mentre le ultime sono le grandi città della costa pacifica statunitense, come Los Angeles e San Francisco (nella foto a lato), dove la mezzanotte scocca quando da noi sono le nove del mattino del primo gennaio.

Per tutti questo è l’anno 2016?
In realtà no. In passato ogni popolo aveva un proprio calendario. Iniziava a contare gli anni da un evento importante, generalmente legato alla religione, e anche la durata dell’anno variava, a seconda che il calendario facesse riferimento al moto del Sole, a quello della Luna o a entrambi.
Il calendario gregoriano, secondo il quale siamo entrati nel 2016, è un calendario solare che conta gli anni dalla nascita di Gesù. E’ il calendario più diffuso: “esportato” dagli europei negli altri continenti, è utilizzato a  fini civili in tutto il mondo.
800px-Inscription_of_years_by_A.H.&A.D._erasLocalmente sono in uso anche altri calendari, che iniziano in un altro momento dell’anno solare e con una diversa scansione dei mesi.
Nel calendario islamico questo è il 1437. I musulmani iniziano a contare dal 622 (Egira, quando Maometto lasciò la Mecca per recarsi a Medina). Quello islamico è un calendario lunare, l’anno dura 354 o 355 giorni (11 meno dell’anno solare) e non è sincronizzato con l’alternarsi delle stagioni. Per questo motivo per il calendario islamico sono passati 1437 anni dall’Egira, mentre per noi soltanto 1394. A lato un’insegna che riporta la data di fondazione di una libreria nel calendario islamico e in quello gregoriano, anche in caratteri arabi.
wls0012_enlargeIl calendario ebraico inizia dalla presunta data della creazione (individuata sulla Bibbia nel 6 ottobre del 3761 a.C.) e questo è l’anno 5776. L’ebraico è un calendario lunisolare, con anni di 12 mesi più brevi dell’anno solare di 10 giorni e 21 ore, ed anni di 13 mesi che compensano la differenza in un ciclo che si ripete ogni 19 anni. A lato un manuale del XVII secolo per il calcolo del calendario ebraico.
Il calendario cinese parte dall’invenzione del calendario, evento fissato al 2637 a.C.: per i cinesi questo è quindi l’anno 4713. Si tratta di un calendario lunisolare simile a quello ebraico, con un ciclo che si ripete ogni 60 anni mentre ogni 12 anni cambia l’animale cui l’anno viene associato. Il ciclo attuale degli animali è iniziato nel 2008 con il topo per proseguire con bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallina, cane, maiale. Il 4713 è associato alla scimmia, ma inizierà l’8 febbraio, giorno in cui cade quest’anno il capodanno cinese.

Da quando contiamo gli anni dalla nascita di Cristo?
Il calendario gregoriano, introdotto dal papa Gregorio XIII nel 1582, è una modifica del calendario giuliano, introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C., che contava gli anni partendo dal 753 a.C., epoca della fondazione di Roma (Ab Urbe Condita). Questo criterio di numerazione degli anni è proseguito fin dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente.
Nel VI secolo il monaco Dionigi il Piccolo calcolò che la nascita di Gesù avvenne nel 753 dalla fondazione di Roma e introdusse questo evento come origine delle datazioni per il calendario giuliano. Il nuovo sistema di numerazione degli anni si diffuse poco alla volta. Prima in Italia e in seguito in tutta Europa dove divenne comune a patire dal IX secolo.

L’anno che non esiste
Nel VI secolo lo zero non era conosciuto e Dionigi chiamò “anno 1” quello della nascita di Cristo e “anno -1” quello precedente. Per questo nel calendario giuliano non esiste l’anno zero. E non esiste nemmeno nel calendario gregoriano che non ha cambiato il metodo di numerazione.
La mancanza dell’anno zero comporta un errore nel calcolo degli intervalli di tempo a cavallo della nascita di Cristo: tra il 10 a.C. e il 10 d.C. non vi sono 20 anni, ma soltanto 19.
Inoltre la mancanza dell’anno zero implica che il primo secolo finisce nell’anno 100 e il secondo secolo inizia nel 101. I grandi festeggiamenti che hanno accompagnato il capodanno 2000 per l’ingresso nel nuovo millennio erano in anticipo di un anno: in realtà il terzo millennio è iniziato il primo gennaio 2001.

Fare Geo

  • Utilizza la carta dei fusi orari qui in basso per determinare quale ora era in Italia nel momento in cui è stato festeggiato il 2016 nelle seguenti città: Londra, Mosca, New York, Rio de Janeiro, Città del Capo, Honolulu, Tokyo.
  • Rispondi alle seguenti domande motivando la tua scelta:
    – Le località situate più a est dell’Italia hanno festeggiato prima o dopo di noi? O non si può sapere?
    – Le località situate più a sud dell’Italia hanno festeggiato prima o dopo di noi? O non si può sapere?
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