Cittadinanza mondiale tra Italia e Benin

08/04/2015

di Viviana Brun, CISV-Ong 2.0

Come affrontano il tema delle migrazioni i professori che partecipano al progetto “Parlez-Vous global?” in Benin? Quali sono i dubbi, le domande e le curiosità dei loro studenti? Per scoprirlo e per condividere esperienze, metodologie e idee, quattro professoresse piemontesi sono partite alla volta del Benin.
Dal 9 al 15 febbraio 2015, Antonia, Fernanda, Marisa e Michelina (questi i nomi delle professoresse che hanno preso parte allo scambio) hanno incontrato i professori, gli studenti e il personale scolastico dell’istituto Sainte Félicité di Godomey e dell’istituto Saint Romaric d’Akassato, hanno assistito e partecipato alle lezioni, hanno parlato con gli insegnati, scambiandosi esperienze e lavori realizzati sul tema delle migrazioni e della cittadinanza mondiale.

Il viaggio in Benin è stato anche l’occasione per creare un ponte tra gli studenti delle scuole di Torino e dintorni, e i ragazzi delle scuole di Cotonou. Infatti, anche a grande distanza e con una connessione internet non sempre efficace, è possibile iniziare a conoscersi. Il mezzo scelto per riuscire in questo intento è stato il video. Le professoresse italiane hanno portato i video di presentazione realizzati da alcuni dei loro studenti e li hanno mostrati in aula ai ragazzi beninesi. Durante la permanenza in Benin hanno poi raccolto i racconti, le domande e le impressioni degli studenti e registrato i video di risposta da riportare in Italia.
Al liceo Sainte Félicité si è parlato soprattutto di sogni e aspirazioni: “Come ti vedi tra 5 anni? Dove sarai? In Benin o altrove? Se decidi di partire, pensi poi di ritornare o di restare?” queste, in sintesi, le domande a cui hanno risposto i ragazzi. Al rientro in Italia, questo video è stato utilizzato dalle insegnati come spunto per lavorare con i loro studenti sulle loro aspettative per il futuro e sui motivi per emigrare o restare nel proprio paese di origine.
Restare, partire forse tornare? Ecco le aspirazioni e i sogni di alcuni dei ragazzi del liceo Sainte Félicité di Godomey:

I ragazzi del Sainte Felicité si sono mostrati particolarmente a loro agio di fronte alla telecamera, una situazione non nuova, visto che nella prima fase del progetto “Parlez-Vous Global?” hanno seguito una formazione e sono stati coinvolti come citizen journalists: smartphone alla mano, hanno realizzato alcune interviste nel loro quartiere sui temi legati alla migrazione. Ecco qui un esempio dei lavori realizzati nel 2013.
Esempio di proficua commistione tra Nord e Sud del mondo, l’attività di citizen journalism iniziata in Benin verrà ripresa dai ragazzi dell’istituto Pietro Gobetti di Rivoli, che hanno in programma di scendere per le strade del loro quartiere, realizzare interviste e raccontare com’è cambiato il volto della loro cittadina grazie alle migrazioni.
Durante la permanenza delle professoresse in Benin non sono mancate le occasioni per assistere al lavoro svolto in aula dai professori, tra cui una lezione di filosofia al liceo Saint Romaric. “È un nonsense parlare di cittadinanza mondiale?”: così il professore ha avviato il dibattito sul tema. Di seguito trovi la registrazione di alcuni momenti della lezione.

Visti la grande partecipazione e il forte interesse degli studenti per questo argomento, abbiamo raccolto alcune delle loro domande e i loro punti di vista sulle migrazioni in questo video.

Durante la settimana in Benin le attività si sono susseguite a pieno ritmo e hanno portato alla realizzazione di molti materiali: eccovi una playlist di tutti i video realizzati e una selezione di foto.
Tra i materiali ancora in fase di realizzazione, vi è un video collettivo di danza, che coinvolge i ragazzi beninesi e quelli piemontesi. Ecco come è nata l’idea: nel realizzare il loro video di presentazione, gli studenti italiani hanno spontaneamente scelto la danza come linguaggio universale. L’idea è piaciuta molto anche agli studenti beninesi che hanno accolto con entusiasmo l’opportunità di cimentarsi in una sfida di ballo a distanza. I ragazzi dell’istituto Sainte Félicité hanno quindi scelto di ballare su un brano musicale nigeriano e hanno lanciato la sfida ai ragazzi italiani per ballare insieme a distanza e creare un unico grande video musicale. Qui il video registrato dai ragazzi dell’istituto Sainte Félicité; i ragazzi piemontesi si stanno già preparando sullo stesso brano per registrare la loro parte.
La settimana beninese si è conclusa con una giornata di confronto tra insegnanti. Il 13 febbraio a Cotonou si è svolto il seminario dal titolo “Le cause della migrazione e le conseguenze contemporanee. Migrazione interna e intercontinentale” cui hanno partecipato professori delle scuole italiane e beninesi coinvolte nel progetto, esperti e professori universitari.
Al rientro in Italia, le professoresse hanno sentito la necessità di fermarsi a riflettere su quanto vissuto durante la loro settimana in Benin, mettendo nero su bianco le sensazioni, le sfide e le difficoltà incontrate nel corso delle diverse attività. Ecco le impressioni sul viaggio di Antonia, Michelina e Fernanda.
Nonostante il ritorno a casa, il lavoro non è concluso: molte sono le attività che verranno portate avanti nelle scuole piemontesi soprattutto durante la Settimana Scolastica della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo, promossa dal Ministero dell’lstruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prevista tra il 13 e il 19 aprile. Segui il racconto in diretta sul blog e sulla pagina facebook di “Parlez-Vous Global?”.
I professori del progetto inoltre, avranno l’occasione di rincontrarsi di persona e fare il punto su quanto portato avanti in questi mesi, il 9 ottobre, presso l’Expo di Milano (Cascina Triulza), durante il Forum che vedrà riuniti in un unico luogo molti dei professori che in 7 paesi diversi (Italia, Austria, Francia, Romania, Senegal, Burkina Faso, Benin) si sono impegnati e hanno collaborato alla realizzazione del progetto. Questo Forum finale avrà l’obiettivo di presentare le best practices sperimentate e favorire lo scambio tra i docenti coinvolti.

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