Zona Geografia: come è cambiata la popolazione mondiale?

18/02/2019

DeA WING, versione web del Calendario Atlante De Agostini, riporta i dati geografici e statistici di tutto il mondo, dal 1997 al 2017. Una delle possibilità più interessanti è quella di fare confronti nel tempo e tra aree geografiche diverse su temi realitivi a società, economia, lavoro, produzione e risorse.
Prendiamo in considerazione i dati sulla popolazione mondiale: come è cambiata nell’arco di vent’anni nei singoli Paesi? quali presentano il tasso di crescita più elevato e quali, invece, sono in declino demografico?

 

Si accede a DeA WING da Zona Geografia, il portale tematico di De Agostini Scuola, attraverso le sezioni “Schede Paesi” e “Record del mondo” del menu “Dati geografici”. Per osservare i dati e le carte relativi alla popolazione mondiale su DeA WING, è necessario selezionare la sezione “Popolazione e società”, poi l’area “Demografia” e infine le voci “Popolazione” e “Crescita annua”. Sotto ogni mappa è possibile scegliere l’anno di riferimento, tenendo conto del fatto che i dati risalgono a due anni prima rispetto a quello di pubblicazione. In alto a destra, invece, si può consultare la classifica in ordine decrescrente dei Paesi (“ranking”).
Le prime considerazioni riguardano la popolazione mondiale totale: il numero complessivo di abitanti è passato da 5760 milioni nel 1997 a 7550 milioni nel 2017. In questo lasso di tempo l’incremento è stato del 31%, che corrisponde a una media di quasi 90 milioni di persone in più all’anno (la popolazione della Germania sommata a quella dell’Austria). Questa crescita, tuttavia, non è stata ugualmente significativa in tutti i Paesi.

Dati relativi alla popolazione (anno 1997)

 

Dati relativi alla popolazione (anno 2017)

La Cina, per esempio, in vent’anni è passata da 1224 a 1383 milioni di abitanti, con un incremento di appena il 13%. Il suo tasso di crescita annuo, che appariva contenuto già nel 1997 (1,2%), nel 2017 è sceso allo 0,4%, un valore paragonabile a quello di molti altri Paesi sviluppati.
Molto diversa l’evoluzione demografica dell’India, la cui popolazione tra il 1997 e il 2017 è passata da 968 a 1324 milioni, con un incremento del 37%. Anche questo Paese ha registrato un forte rallentamento nella crescita annua, passando dall’1,9% all’1,1%, ma potrebbe ancora sorpassare la Cina nel giro di pochi anni.
Qualcosa di simile è avvenuto negli Stati Uniti, Paese di gran lunga più sviluppato dell’India. Tra il 1997 e il 2017 la sua popolazione è passata da 268 a 366 milioni, pari a un incremento del 36%. Nello stesso lasso di tempo, la crescita annua è scesa solo dall’1% allo 0,7%, a causa sia dell’elevata natalità sia dell’immigrazione.
Tra gli Stati più popolosi, spicca la situazione del Pakistan, che ha registrato un incremento demografico del 53%, tanto da avvicinare l’Indonesia e affiancare il Brasile, entrambi con un tasso di crescita superiore al 30%. La Russia, al contrario, non solo non è cresciuta, ma ha anche registrato un leggero declino demografico (da 148 a 147 milioni di abitanti). Malgrado politiche di sostegno alla natalità, infatti, questo Paese mantiene un tasso di crescita naturale pari a 0 e nel contempo vede parte della sua popolazione emigrare.
Molti Paesi sviluppati registrano una stasi della popolazione e in alcuni casi hanno avviato un lento declino: per esempio, tra il 1997 e il 2017 la crescita annua dell’Italia è scesa dal +0,3% al -0,1 %, mentre quella del Giappone dal +0,3% al -0,2%. Un calo ancora più sensibile si è registrato in quelli in via di sviluppo, che però registrano una crescita ancora elevata: per esempio, quella della Nigeria è scesa dal 3,1% al 2,7%, mentre quella dell’Egitto dal 2,3% all’1,9%, con notevoli conseguenze sulla qualità della vita, visto che entrambi i Paesi sono già largamente sovrappopolati.

Dati relativi alla crescita demografica annua (anno 1997)

 

Dati relativi alla crescita demografica annua (anno 2017)

 

Al di là dei dati demografici, è utile confrontare anche agli aspetti relativi al reddito e alla qualità della vita, consultando la voce “Indice di sviluppo umano-ISU: valore”, nell’area “Sviluppo, protezione sociale, sanità e altri indicatori” della sezione “Popolazione e società”.
Negli ultimi vent’anni i valori assoluti di questo indicatore sono cresciuti ovunque, ma le posizioni in graduatoria dei Paesi sviluppati e di quelli arretrati sono variate di poco. I maggiori cambiamenti, ovviamente, interessano quelli emergenti e quelli a sviluppo più rapido. L’ISU della Cina, per esempio, è passato da 0,626 nel 1997 a 0,738 nel 2017 (valore pari a quello della Russia): una scalata di 18 posizioni nella classifica complessiva. Nello stesso lasso di tempo India e Vietnam hanno guadagnato solo 7 posizioni, mentre Brasile e Nigeria ne hanno perse 11.
Questo discorso potrebbe estendersi anche ad altri indicatori forniti dal Calendario Atlante, come quelli di carattere economico, sociale e ambientale, che approfondiremo in seguito.

Dati relativi all’Indice di sviluppo umano (anno 1997)

 

Dati relativi all’Indice di sviluppo umano (anno 2017)

 

FARE GEO

  • La crescita demografica è strettamente legata all’indicatore relativo alla fecondità: consulta il sito DeA WING e compila una tabella con le sue variazioni dal 1997 al 2017 nei Paesi citati nel testo.
  • Individua, sullo stesso sito, gli indicatori più significativi relativi a demografia, aspetti sociali e problemi ambientali.
  • Un settore che negli ultimi vent’anni ha registrato grandi cambiamenti è quello delle telecomunicazioni e dell’informatica: scegli un tema dell’area “Media e telecomunicazioni”, nella sezione “Popolazione e società”, e compila una tabella con le variazioni dal 1997 al 2017 in alcuni Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo.

In «Geografia socio-economica»

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