In Europa arriva l’economia circolare

08/11/2015

Economia circolare ed economia lineare

Le risorse del nostro pianeta non sono inesauribili e non è più possibile continuare a sfruttarle senza rimpiazzarle. E’ necessario “chiudere il cerchio” e trattare i rifiuti come risorsa di materie prime.
Il 2 dicembre l’Unione Europea presenterà la nuova direttiva volta a ridurre l’impatto ambientale delle attività umane avviando il passaggio dall’economia lineare (prendi, produci, usa e getta) all’economia circolare (prendi, produci, usa, ricicla, riutilizza), che punta sull’innovazione e sulla razionalizzazione del ciclo riproduttivo mediante il recupero degli scarti (Commissione Europea).
L’anno scorso l’Unione Europea aveva già preparato una prima direttiva, che è stata ritirata all’inizio del 2015 per arrivare a ustima_estrazione_risorse_1980-2030na nuova strategia più ambiziosa che permetta di integrare tutti i livelli economici, dall’estrazione e trasporto di materie prime, alla progettazione, produzione e distribuzione dei prodotti, al  consumo, alla riparazione, alla rigenerazione e riutilizzo dei rifiuti, fino alla gestione dei residui inutilizzabili.
E’ importante che già nella fase di progettazione dei nuovi prodotti si tenga conto di come effettuarne il riciclo al termine del loro utilizzo.
Per questo tra maggio e agosto la Commissione Europea ha aperto una consultazione pubblica sull’argomento e fra poco verrà presentata la nuova direttiva con il piano per la trasformazione dell’economia europea. E anche l’Italia si sta preparando: il Ministero dell’Ambiente partecipa alla stesura anche come portavoce di altri Paesi, mentre prepara le misure da attivare da noi.
Secondo il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti si tratta di ”un processo irreversibile”.
Il mondo del Duemila non può più permettersi di proseguire con questo ritmo, i cambiamenti climatici sarebbero disastrosi per la civiltà umana. La conferenza di Parigi 2015 (COP21-CMP11) che si terrà a fine anno dovrà arrivare a importanti accordi internazionali per poter mantenere il riscaldamento globale entro i 2°C. E l’economia circolare, che permette di ridurre la produzione di CO2 e quindi l’effetto serra, va in questa direzione.recycle_e-300x260

Un ritorno alla natura
L’economia circolare permette all’uomo di reinserirsi nel ciclo naturale della vita. Il complesso ecosistema terrestre che comprende tutti gli esseri viventi costituisce una catena energetica “circolare”: i vegetali producono materia organica utilizzando materie prime e luce (fotosintesi), vengono mangiati dagli erbivori (consumatori primari), questi dai carnivori (consumatori secondari). I resti degli animali morti servono da nutrimento ai microrganismi decompositori (eniscuola)  che riportano le sostanze nel terreno. E il ciclo ricomincia.
In passato, prima della civiltà industriale, quasi tutti i rifiuti prodotti dall’uomo erano organici (legno, cibi, tessuti. escrementi…) ed entravano nella catena, i prodotti non organici che l’uomo ha iniziato a costruire fin dalla preistoria (vetri e oggetti metallici) erano pochi e non costituivano un problema.
Ma oggi la situazione è ben diversa. Nel 1980 l’uomo ha estratto e utilizzato 38 miliardi di tonnellate di materie prime, quantità che è quasi raddoppiata nel 2008, arrivando a 68 miliardi di tonnellate con una notevole produzione di gas serra. Ma con un cambiamento di rotta si potrebbe entro il 2025 ridurre del 14% la quantità di materie prime senza diminuire la produzione, risparmiando denaro e gas serra

Cartina-asfalti-modificati-2015-web-300x231Le “materie prime seconde”
Le materie prime seconde sono i materiali ricavati dagli scarti della produzione industriale, che possono essere riutilizzati direttamente,  e i materiali ottenuti dal trattamento dei rifiuti.
Gli scarti delle industrie siderurgiche sono utilizzati da sempre, come il ferro che viene rifuso, mentre carta, vetro e plastica sono riutilizzati solo da qualche anno e per altre sostanze il recupero è iniziato da poco.
Molti rifiuti considerati pericolosi per l’ambiente contengono sostanze rare e preziose, come i RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) da cui si possono ricavare rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro, piombo, mercurio… Riciclarli permette di proteggere l’ambiente e di risparmiare materie prime.
PFU (Pneumatici Fuori Uso) da qualche tempo sono diventati una risorsa: la gomma polverizzata serve a preparare isolanti termici e acustici, lastre di pavimentazione, combustibile sostitutivo del carbone e asfalti modificati dalle prestazioni elevate che rendono più sicure le strade (ecopneus). Dal 2011, quando ha avuto inizio la raccolta di pneumatici in Italia ha raggiunto il milione di tonnellate.
Su internet è disponibile la rivista Materia Rinnovabile in cui trovare altre informazioni sulle materie prime seconde.

Italia_rifiuti_biologiciFare Geo
• In media in Europa attualmente ogni persona consuma ogni anno 16 tonnellate di materie prime e produce 6 tonnellate di rifiuti.
Di questi solo il 36% viene riciclato, il resto va in discarica o viene bruciato. Visualizza i dati con un grafico.
• Osserva qui a lato la variazione della raccolta di rifiuti organici in Italia tra il 2006 e il 2013 e prepara una didascalia di commento.

In «Geografia socio-economica»

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