Expo: le Fondazioni e le tematiche ambientali

28/05/2015

da expo2015 con www.eathink2015.org
di Viviana Brun

Mercoledì 20 maggio, Expo 2015 ha ospitato i delegati delle principali fondazioni del mondo, giunti a Milano per l’assemblea generale annuale dello European Foundation Centre (EFC), associazione che riunisce oltre 200 fondazioni ed enti filantropici di tutta Europa.
In serata, i delegati sono stati accolti a Cascina Triulza, sede della Società Civile e quartier generale del Multimedia Center del progetto Eathink2015.
L’assemblea delle fondazioni è stato un momento per riflettere sul ruolo e il futuro degli investimenti filantropici, stabilire nuove collaborazioni e fare il punto sul lavoro svolto dalle fondazioni nei diversi settori d’intervento.

Abbandonare i combustibili fossili 

Ellen Dorsey, direttore esecutivo del Wallace Global Found, ha dedicato il suo intervento alla causa ecologista, schierandosi in modo aperto e deciso contro l’uso dei combustibili fossili. Dorsey ha invitato le Fondazioni e gli enti filantropici a disinvestire dalle azioni di società impegnate nell’industria dei combustibili fossili e a destinare una parte dei propri asset alle “soluzioni per il clima”, ovvero alle energie rinnovabili e alle tecnologie pulite. “Se investi nei combustibili fossili, stai contribuendo a creare il problema” ha dichiarato Dorsey, facendo riferimento al cambiamento climatico e a tutte le conseguenze che ne derivano.
“Il tempo per intervenire è poco”, prosegue Dorsey, “stiamo guardando uno tsunami che si sta sviluppando davanti a noi al rallentatore. Ne sentiamo la brezza, sentiamo i primi schizzi d’acqua. Noi siamo la prima generazione che comprende pienamente le implicazioni del cambiamento climatico e siamo l’ultima in grado di fare qualcosa in tempo. La Conferenza di Parigi (prevista per il mese di luglio) sarà l’ultima occasione per siglare un accordo globale che consenta di contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C, limite stabilito da scienziati e governi“.
“Se non si interviene in modo deciso”, continua Dorsey, “le conseguenze rischiano di essere pesanti. Il nostro mondo sarà stravolto da eventi atmosferici estremi, siccità, collasso dei sistemi di produzione di cibo, infezioni e malattie. Tutte le Fondazioni, anche quelle che finora non si sono occupate di ambiente, si troveranno a dover prevedere interventi per far fronte ai cambiamenti climatici”.
Nel suo intervento la Dorsey nomina l’impegno del movimento dei giovani per il clima (Youth Clima Movement), la sua fondazione lo sostiene e si impegna a diffondere il suo messaggio.

Agricoltura sostenibile

Patrick Holden, direttore del Sustainable Food Trust e imprenditore agricolo, ha parlato dei danni dell’agricoltura intensiva e della necessità di passare a un modello di produzione alimentare che sia davvero sostenibile.
Il cibo biologico oggi rappresenta ancora un mercato di nicchia. Holden invece sottolinea come “abbiamo bisogno di cambiare l’intera agricoltura, giacché l’agricoltura industrializzata sta distruggendo il capitale naturale, depauperando la qualità del suolo”.
Holden ha portato l’esempio della sua impresa agricola: grazie al suo lavoro, ha potuto constatare direttamente come pratiche di agricoltura sostenibile, che adottano un approccio biologico e rifuggono i prodotti chimici, abbiano incrementato i rendimenti agricoli dei suoi terreni. Nonostante questo, oggi le coltivazioni intensive, industrializzate, rappresentano ancora la strada più frequentata dagli agricoltori, perché garantiscono maggiori ritorni economici.
Per cambiare questa realtà ed incentivare la transizione verso sistemi di produzione alimentare che non siano dannosi per l’ambiente o per la nostra salute, Holden afferma la necessità di usare la pressione fiscale, per tassare le pratiche agricole non più sostenibili.

(Patrick Holden, discorso di apertura dell’Assemblea Generale Annuale di EFC a Milano. Video in inglese)

“Sustainable food is…” mini-interviste ai delegati

 In serata i delegati delle fondazioni hanno visitato Expo2015. Li abbiamo raggiunti in Cascina Triulza e li abbiamo invitati a “metterci la faccia” per diffondere la loro idea di cibo sostenibile.
Armati di cartelli, pennarelli e smarthphone abbiamo chiesto loro di completare la frase “sustainable food is…” con la loro idea di cibo sostenibile. Abbiamo scattato una foto che è stata proiettata sugli schermi della mostra “Food Cloud”, allestita in Cascina Triulza.
Tutte le foto sono state condivise sui nostri canali social e sono andate a comporre una galleria di immagini che puoi consultare facilmente qui.

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