Geografia e nuovo Esame di Stato: intervista al prof. Mario Castoldi

22/02/2018

Mario Castoldi, docente di Didattica e Pedagogia speciale presso l’Università di Torino, è curatore scientifico del volume Traguardo Esame che De Agostini Scuola propone ai docenti di Lettere per guidare le proprie classi ad affrontare il nuovo Esame di Stato della Secondaria di Primo Grado. Il volume, uscito in questi giorni, contiene tracce guidate e autonome per scrivere, comprendere e sintetizzare testi. Inoltre propone simulazioni della prima prova e tracce per il colloquio orale, insieme a griglie e suggerimenti per la valutazione e la certificazione dei traguardi di competenza raggiunti.

Abbiamo rivolto al prof. Castoldi alcune domande per comprendere meglio le novità e gli adempimenti introdotti dalla normativa e per coglierne il senso generale, anche con riferimento alla Geografia.

 

• In che modo la commissione d’esame può predisporre delle prove che accertino le competenze degli allevi e delle allieve nel rispetto del dettato normativo?
Innanzitutto mettendo al centro della propria attenzione i traguardi di competenza presenti nelle Indicazioni nazionali: sia quelli relativi al Profilo in uscita, sia quelli disciplinari. Poi prendendo le distanze dalla consuetudine, per esempio dalle prove impiegate negli anni scorsi, e domandandosi in che modo accertare non solo ciò che gli allievi/e sanno, ma anche ciò che sanno fare con ciò che sanno. L’invito rivolto alle scuole sotteso al DL 62 e ai decreti ministeriali applicativi ritengo sia quello di prendere sul serio la transizione verso le competenze, non accontentandosi di lifting estetici.

• Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere una prova d’esame per configurarsi come una prova che accerti competenze e non solo conoscenze e abilità?
I requisiti chiave che contraddistinguono una prova di competenza si possono ricondurre a due interrogativi. La prova proposta sollecita una qualche forma di rielaborazione dei propri saperi e delle proprie abilità o si limita a chiedere l’applicazione e la riproduzione di apprendimenti scolastici? La prova proposta si colloca in una cornice di senso riconoscibile e comprensibile per gli allievi/e, in riferimento a situazioni di vita reali o simulate?

• Quale nuovo significato si può attribuire alla valutazione? Come può attrezzarsi una commissione per impostare la valutazione delle prove d’esame secondo i nuovi dettami?
La risignificazione della valutazione non può passare dal solo Esame di Stato, per sua natura contraddistinto dalla funzione certificativa. Deve partire dal primo giorno della classe prima e riguardare soprattutto il lavoro d’aula, recuperando il potenziale della valutazione come risorsa per l’apprendimento, ampiamente riconosciuto dalla letteratura internazionale sull’efficacia delle diverse metodologie formative. La commissione non può che cercare di svolgere bene il suo lavoro, spostando la propria attenzione su un accertamento dei livelli di competenza raggiunti dagli allievi, con particolare riguardo al Profilo in uscita delle Indicazioni nazionali. L’Esame di Stato non è che l’ultimo passaggio di un percorso didattico e valutativo che richiede di essere ripensato in coerenza con i principi su cui è stato strutturato l’esame stesso, oltre che il modello di certificazione.

• Quale strada può percorrere una commissione per non impostare la prova orale come una normale interrogazione pluridisciplinare? Che cosa significa che, secondo la normativa, la prova orale deve tener conto “anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione” (art.10)?
Un buon punto di partenza potrebbe essere quello impiegato nelle proposte di prove elaborate per il volume Traguardo Esame: proporre uno spunto iniziale (un breve testo, un grafico, un’immagine) da analizzare e da connettere alle esperienze e ai contenuti di sapere sviluppati attraverso il lavoro scolastico. Il principio chiave è quello di superare una mera sommatoria di materie di insegnamento, sollecitando il ragazzo/a a trovare personalmente alcune connessioni tra i diversi percorsi disciplinari. Per quanto riguarda la raccomandazione indicata, la leggerei come un invito a dare il giusto valore anche alla dimensione civica, espressamente richiamata nel Profilo in uscita e nelle competenze chiave europee.

• Quale potrebbe essere il ruolo e la presenza di una disciplina come Geografia nella predisposizione della prova orale?
Mi permetto di evidenziare come la domanda mi sembri mal posta, punterei a ribaltarla: come mettere al centro dell’attenzione della prova orale le competenze chiave europee e in che modo sollecitare l’emergere dei collegamenti con i diversi saperi disciplinari? In una prova centrata su traguardi come l’Imparare ad imparare o la Consapevolezza e l’espressione culturale la disciplina geografica acquista un ruolo rilevante, in rapporto alla capacità di contestualizzare le situazioni di apprendimento proposte e saperle leggere in una prospettiva interculturale.

 

 

Traguardo Esame, a cura di Mario Castoldi, fa parte della dotazione per l’insegnante di Giovani Lettori

 

 

 

 

 

 

 

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