Gerico e le radici dell’urbanesimo

19/09/2016

Con le ultime scoperte la nascita delle città si è spostata sempre più indietro nel tempo insieme con lo sviluppo dell’agricoltura. Due tappe importanti dello sviluppo della civiltà che sembrano essere strettamente legate.
Circa 12mila anni fa il clima cambia. Termina l’ultima era glaciale, le temperature salgono rapidamente e la siccità riduce la disponibilità di cereali selvatici. Per aumentare il raccolto, i gruppi di cacciatori-raccoglitori iniziarono a seminare diventando stanziali. E così i piccoli villaggi temporanei si trasformano e nascono le prime città.
Numerosi i siti scoperti e sicuramente molte le città ormai scomparse senza lasciar traccia, ma la più antica che conosciamo, sorta oltre diecimila anni fa, è Gerico, una cittadina della Palestina di circa ventimila persone patrimonio Unesco, abitata ininterrottamente, anche se più volte distrutta e ricostruita.
Oltre ad essere la più antica città della Terra, Gerico vanta un altro record mondiale: è la città situata a quota più bassa, si trova a 260 m sotto il livello del mare nella depressione del Mar Morto, a breve distanza dal fiume Giordano.
800px-tower_of_jerichoIl sito era già abitato in epoche più antiche. Sono state trovate tracce risalenti a circa ventimila anni fa, ma la prima vera città si può collocare al X millennio a.C., epoca cui risalgono la Torre e il muro giunti fino a noi. Alta quasi nove metri, la torre ha muri di 1,5 m di spessore e presenta nel suo interno una scala di 22 gradini. Non è ancora è ancora certa la funzione della torre e del muro: forse fortificazioni, oppure strutture di protezione contro le alluvioni, simboli politici o edifici legati a osservazioni astronomiche…
Sono in ogni caso strutture indice di un insediamento ben organizzato, con opere monumentali erette dalla comunità (è stato calcolato che sono state necessarie 11.000 giornate di lavoro), situato in prossimità di una sorgente e in un territorio che permette facili spostamenti per mantenere rapporti commerciali con le comunità vicine. Tutti elementi tipici delle città.

Le città del neolitico
I primi insediamenti sono sorti sulle rive di fiumi e laghi nel Medio Oriente e nelle regioni vicine, dalla valle del Nilo a quella dell’Indo.
Damasco, capitale della Siria situata nell’oasi di Ghuta formata dal fiume Barada, compete con Gerico e potrebbe avere origini ancora più antiche, ma le prime notizie sicure risalgono a circa 4.000 anni fa.
Nella vallata dell’Indo sono stati scoperti i resti di Mehrgarh, centro risalente all’ottavo millennio a.C. precursore della civiltà mohenjo-daro-2010dell’Indo che fiorì nel 3.300 a.C. nei centri di Mohenjo-daro (patrimonio Unesco, nell’immagine a lato i resti)  ed Harappa.
Lungo il Nilo i primi centri urbani si sono sviluppati in epoca predinastica (IV e V millennio a.C.), quando la vallata era divisa tra due regni: il Basso Egitto nel delta e l’Alto Egitto più a sud. I principali insediamenti erano Buto nel delta, el-Amra, Abydos ed Hierakonpolis lungo le rive del fiume e Crocodilopolis in un’oasi a lato del Nilo (depressione del lago Qarun), vicino all’odierna Fayyum.
siti_vicino_oriente_Nella Mesopotamia, nella vasta pianura irrigata dal Tigri e dall’Eufrate, si sono stabilite diverse popolazioni. Al 5.400 a.C. risalgono i resti di templi scoperti ad Eridu e  al 5.000 a.C. quelli di Uruk, due insediamenti in prossimità della foce dell’Eufrate che a quel tempo non si univa al Tigri poiché il Golfo Persico era molto più profondo. Uruk nel IV millennio a.C. era il maggiore centro della Mesopotamia, una vera città cinta da mura, con quartieri specializzati e una stratificazione sociale che prevedeva compiti separati: burocrati, militari, commercianti, contadini… Molto antiche anche Ur, vicina a Uruk, e Ninive nell’alto corso del Tigri.
catalhoyuk_with_surroundingsVicino alla città di Konya, nell’Anatolia (Turchia), sono stati scoperti i resti di Çatal Hüyük, una città di 9.000 anni fa situata sulle rive di un fiume oggi scomparso. Nell’abitato non sono stati individuati edifici destinati al culto, ma solo abitazioni a cui si accedeva dal tetto mediante scale. Le pareti delle più grandi erano ornate di pitture.
Lungo la costa del Mediterraneo si trova invece Biblo (vicino a Beirut, Libano), nata nel VII millennio a.C. come villaggio di pescatori e diventata nel IV millennio un’importante città portuale fenicia che commerciava soprattutto con l’Egitto.

Nel 3.500 a.C. circa due eventi portano a grandi cambiamenti sociali che segnano il passaggio dalla preistoria alla storia: l’invenzione della scrittura (i più antichi testi scritti -scrittura cuneiforme- sono stati scoperti ad Uruk) e la tecnologia della fusione del bronzo (ottenuto da rame e stagno). I rapporti commerciali tra i popoli si intensificano e gli insediamenti si moltiplicano diventano più grandi, ma la struttura generale delle città non muta e rimarrà invariata fino alla rivoluzione industriale del XVII secolo.


Fare Geo

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