Il TTIP. Un patto controverso

05/10/2016

di Stefano Bianchi

 

Cos’è il TTIP

Il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP), cioè Partenariato transatlantico su commercio e investimenti, è un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti che viene negoziato dal 2013.
L’accordo euro-americano riguarda tutti i settori di attività commerciale, dall’agricoltura agli appalti pubblici ai brevetti, promuovendo la liberalizzazione dell’accesso al mercato, l’uniformazione normativa e la costruzione di un sistema globale di governance dei rapporti commerciali. Secondo le intenzioni, farebbe nascere la più grande area di libero scambio nel mondo, con 800 milioni di consumatori, circa il 50% del PIL mondiale e circa il 30% del commercio internazionale di merci e servizi.
Il testo in discussione si compone di 3 blocchi principali: l’accesso al mercato per le imprese dell’UE e degli Stati Uniti; la cooperazione in materia di questioni normative; le regole globali del commercio, su temi quali lo sviluppo sostenibile o la politica di concorrenza. Nelle intenzioni dell’UE l’obiettivo dovrebbe essere quello di favorire un migliore o più facile accesso delle imprese europee al mercato USA attraverso l’eliminazione o la limitazione delle tariffe doganali (che nonostante la “retorica” della globalizzazione esistono ancora per moltissimi prodotti), l’adozione di regole simili e la riduzione di diversi oneri burocratici. Secondo la Commissione Europea, dopo 10 anni di funzionamento dell’accordo il PIL dell’UE potrebbe aumentare di quasi 120 miliardi di euro l’anno.

Le conseguenze dell’accordo

Se la Commissione Europea e il governo USA raggiungeranno un accordo (finora si sono svolti 14 round di negoziati, l’ultimo nel luglio 2016), il TTIP dovrà essere approvato sia dal Parlamento europeo sia, in caso di parere favorevole, da ciascuno degli Stati membri dell’UE (che possono quindi bloccarlo).
L’accordo in discussione ha fatto sorgere un grande dibattito, perlopiù in Europa, tra fautori e critici. I primi sottolineano come l’apertura del mercato USA potrebbe significare grandi prospettive di crescita per le esportazioni europee in America, con benefici effetti sull’occupazione e l’economia in generale (per esempio gli USA sono il terzo mercato per l’export italiano).
I critici, invece, temono che il TTIP finisca per «tutelare solo gli interessi delle aziende, ignorando quelli dei lavoratori e dei consumatori» (www.internazionale.it) ed evidenziano gli eventuali pericoli connessi alla liberalizzazione dei mercati, come quelli legati alla regolamentazione e definizione dello standard dei prodotti, in particolare quelli agricoli. Sono questioni che hanno un grande rilievo mediatico, viste le notevoli diversità tra Stati Uniti ed Europa su determinati temi di forte impatto per l’opinione pubblica, come l’utilizzo di sementi OGM per le colture alimentari. In effetti i problemi da affrontare sono molto complessi. Per fare un esempio, se da una parte le aziende agroalimentari europee faticano enormemente per esportare negli USA perché per ottenere il via libera all’esportazione di prodotti UE in USA possono passare anche 12 anni e i dazi talvolta rendono anti-economica l’operazione, dall’altra però c’è il timore dei consumatori che «l’abbattimento delle barriere apra le porte a prodotti USA che finora sono vietati: verdure OGM, carne con ormoni e antibiotici, verdure trattate con pesticidi. In generale il rischio è quello di andare incontro a un abbassamento degli standard igienici e sanitari perché la legislazione USA è meno stringente di quella europea rinunciando a etichettatura e tracciabilità dei prodotti» (da un articolo apparso su La Stampa).
Un altro aspetto che suscita critiche è quello relativo alla possibilità di partecipare agli appalti pubblici: per gli americani, infatti, dovrebbe restare fisso l’obbligo di utilizzare per i lavori almeno il 50% di prodotti statunitensi, limitando così di fatto i possibili benefici ai produttori europei.

Per saperne di più, è possibile approfondire questi argomenti collegandosi a:
http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/index_it.htm
lastampa.it/2016/06/10/economia/che-cos-il-ttip-cosa-prevede-e-perch-sta-facendo-discutere-NVGXdPpgYJVGEbCCHFmeoK/pagina.html
http://www.ispionline.it/it/documents/TTIP.pdf

esempi di sito “contrario” al trattato:
http://www.greenpeace.org/italy/it/Cosa-puoi-fare-tu/partecipa/stop-ttip/
http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/legambiente-aderisce-alla-campagna-stop-ttip

esempi di sito “favorevole” al trattato:
http://www.wired.it/attualita/politica/2016/05/13/10-falsi-miti-ttip/
http://www.ispionline.it/

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