La "Grande Sfida" di Arbus

17/01/2014

Domenica scorsa, 12 gennaio, ha preso il via l’iniziativa ambientalista volta a far rinascere la vegetazione della zona di Arbus, nella Sardegna occidentale, arsa dal fuoco degli incendi e devastata dalla violenta alluvione del 20 novembre. Un milione di nuovi alberi per rinverdire il territorio e proteggerlo dal rischio idrogeologico.
Il litorale di Arbus prende il nome, Costa Verde, dalla ricca vegetazione che prima lo caratterizzava: lentisco, ginestre, corbezzoli, elicriso, ginepri, lecci… Ma oggi il verde non c’è più (ANSAToDay).
Il progetto “Grande Sfida”, ideato da Anna e Gianni Anedda responsabili dell’associazione “L’Uomo che pianta gli alberi”, vuole riportare il territorio alla sua condizione originale e salvaguardare la macchia mediterranea, uno degli ambienti naturali più a rischio.
Domenica a Pistis, sulla costa di Arbus, si sono riuniti adulti e bambini insieme alle autorità e a molte associazioni per partecipare all’iniziativa e piantare i nuovi alberi. Molte le piante messe a disposizione dalla Forestale.
Per accelerare la ricrescita, oltre alla piantumazione, nel territorio sono state gettate migliaia di palline di argilla riempite di semi. L’idea è di Daniela Ducato, testimonial dell’iniziativa, l’italiana che quest’anno a Stoccolma ha vinto il premio Euwiin International Award 2013 come migliore innovatrice europea nel settore ecofriendly (MeteoWeb).
L’iniziativa proseguirà fino a marzo estendendosi poco alla volta a tutta la Sardegna e in seguito anche ad altre regioni italiane. Le nuove piante che cresceranno porteranno un notevole contributo alla protezione del territorio del nostro Paese, attualmente a grave rischio.

incendi1-469x270I problemi del territorio
Acqua e fuoco sono i due maggiori nemici dell’ambiente. La vegetazione è in grado di proteggere il territorio dal rischio di frane e alluvioni causate dalle piogge troppo intense, ma gli incendi, sebbene diminuiti nel 2013 di quasi il 60%, continuano a distruggere migliaia di ettari di bosco: il terreno rimane indifeso e gli animali selvatici rimangono senza casa e senza cibo.
Ecco alcuni dati che riguardano l’Italia:
● ben 6.633 degli 8.071 comuni italiani sono a elevato rischio idrogeologico,
● nei primi otto mesi del 2013 sono stati registrai 1.850 incendi che hanno devastato 13.630 ettari (di cui 6.370 di boschi),
● le aree distrutte dal fuoco sono state: 1.573,7 ettari in Sardegna, 1.489,2 in Puglia, 923,2 in Friuli Venezia Giulia, 420,0 in Sicilia, 400,9 in Lazio, 347,5 in Campania, 338,6 in Piemonte, 241,4 in Basilicata, 206,9 in Calabria, 154,0 io Lombardia, 113,3 in Abruzzo, 52,4 in Molise, 46,9 in Liguria, 25,6 in Umbria, 9,1 in Emilia Romagna, 7,3 in Toscana, 7,2 nelle Marche, 6,0 in Trentino Alto Adige, 5,1 in Veneto e 2,0 in Valle d’Aosta.

Fare Geo
● Promuovi insieme ai tuoi compagni un’iniziativa volta al rimboschimento del territorio in cui vivi.
● Visualizza con un grafico i dati che riguardano la situazione italiana relativa al rischio idrogeologico dei comuni italiani.
● Prepara una carta tematica relativa alla superficie distrutta dagli incendi nelle regioni italiane nel 2013 e metti in evidenza la situazione della tua regione.

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