L’inquinamento finisce sempre in mare

20/11/2017

Prima o poi tutto arriva al mare. Comprese sostanze tossiche e rifiuti.
L’inquinamento delle acque inizia dall’oceano. L’acqua, riscaldata dal Sole, evapora mescolandosi agli inquinanti presenti nell’aria. Poi le piogge portano le sostanze tossiche al suolo. Qui le acque, scorrendo sul terreno, assorbono anche i veleni rilasciati da industrie, aree urbane, colture, allevamenti e li convogliano in fiumi e laghi e infine raggiungono il mare con il loro carico pericoloso (oceanservice).
L’80% dell’inquinamento marino arriva dalla terraferma (NOAA).
Fare il bagno sia nei fiumi sia in mare può essere dannoso per la nostra salute: in molte zone i cartelli avvisano del pericolo, vietando immersioni e pesca.

Oggi la maggior parte dei fiumi è inquinata. Secondo uno studio tedesco (pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology dell’American Chemical Society) soli  dieci fiumi, quasi tutti in Asia, sono responsabili del 90% della plastica che finisce in mare (ANSA). E negli oceani le sostanze inquinanti continuano ad accumularsi, perché il viaggio dell’inquinamento accompagna il ciclo dell’acqua, ma termina in mare.

Quest’anno, il 5-6 ottobre, si è tenuta a Malta la quarta conferenza Our Ocean.
Tra le sei aree in cui operare, quella sull’inquinamento marino volta alla ricerca di aiuti per ridurre la contaminazione delle acque (Our Ocean: areas action). Molte organizzazioni, dai governi alle ong, si sono già impegnati con fondi destinati alla salvaguardia degli oceani (ANSA)
Qui a lato l’infografica della Commissione Europea sull’inquinamento dei mari, dal sito ARPAT.

Le molte facce dell’inquinamento delle acque

Sono veramente tanti gli agenti inquinanti che stanno rovinando le acque di fiumi e mari. Ecco una lista dei principali.

Spazzatura – rifiuti solidi di ogni genere arrivano al mare. Tra i più pericolosi gli oggetti di plastica, non biodegradabili, che, ingeriti, bloccano respirazione e digestione di molti animali. La plastica galleggia e si accumula formando immense isole al centro degli oceani (NOAA).

Acque reflue – gli scarichi dei liquami non pretrattati porta all’accumulo di sostanze organiche che causano l’eutrofizzazione, che porta alla riduzione dell’ossigeno nelle acque e alla morte dei pesci, e alla diffusione di agenti patogeni, pericolosi per la nostra salute.

Petrolio – estremamente dannoso per la vita marina, invade anche le acque dolci. Secondo uno studio del CNR USA, solo il 12% del petrolio disperso in mare è dovuto a incidenti e fuoriuscite mentre il 36% proviene da scarichi di città e industrie.
La presenza di olio, che resta in superficie, è rilevabile per l’aspetto iridescente assunto dall’acqua; a lato olio in un fiume della Francia vicino a Lille.

Sostanze tossiche – numerose le sostanze chimiche prodotte dall’uomo che finiscono in acqua. Tutte sostanze in grado di danneggiare gravemente la vita acquatica e arrivare anche sulla nostra tavola: pesticidi, fertilizzanti e detergenti, ma anche prodotti farmaceutici, scorie radioattive e metalli pesanti, dal piombo al mercurio, al cadmio.

Inquinamento acustico – anche il rumore danneggia la vita nelle acque. Il rumore prodotto dal traffico navale ha un impatto negativo sul comportamento di molte specie marine, soprattutto sui grandi mammiferi che negli oceano comunicano tra loro a distanza di centinaia di chilometri con suoni a bassa frequenza (meteoweb). A lato la situazione nel Mediterraneo da Focus.

Riscaldamento –  un aumento di temperatura  modifica l’ambiente acquatico danneggiando i pesci che mancano di un sistema termoregolatorio.
Nei fiumi è provocato dall’immissione di acque calde da parte soprattutto delle industrie e in particolare dalle centrali termoelettriche.
Nei mari è conseguenza del riscaldamento globale e causa la migrazione di molte specie di pesci.
Nel Mediterraneo sono già arrivati pesci e invertebrati tropicali oltre ad alghe infestanti (ANSA), mentre nell’Antartide alcune specie di pinguini sono a rischio di estinzione (National Geographic). E lo scioglimento dei ghiacci causa l’innalzamento del livello dei mari.


Fare Geo

  • Prepara una mappa concettuale che rappresenti il processo che porta all’inquinamento delle acque di fiumi e mari. Puoi trovare altre notizie sul sito della Protezione Civile“ e sul sito “NOAA ocean service education” (in inglese) dove è disponibile materiale esplicativo e didattico. Allega un disegno che illustri il “viaggio” delle sostanze tossiche.
  • Fai un’indagine sulle condizioni dell’acqua di un fiume o di un lago della tua regione e prepara una breve relazione.

 

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