Migranti, emergenza senza fine

17/10/2016

Mentre in Europa è battaglia sulle quote di rifugiati da accogliere, in migliaia continuano a mettersi in viaggio. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), nel 2015 oltre un milione di persone ha raggiunto i Paesi del Vecchio Continente. Un flusso inarrestabile che ha superato di quattro volte il numero registrato nel 2014. La maggior parte è arrivata attraverso il mare, oltre 800 mila partendo dalla Turchia verso la Grecia, aprendo quella che è stata definita la rotta balcanica verso nord. Circa la metà sono uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra siriana. Ma ci sono anche afghani, iracheni, eritrei e altri cittadini dell’Africa subsahariana. Oltre 4 mila (nel 2014 erano mille in meno) sono stati dichiarati morti o dispersi. Diversi Paesi europei hanno reagito all’emergenza sigillando le frontiere. E a marzo 2016 Bruxelles ha firmato un accordo con la Turchia per fermare i flussi. Ma è cambiato qualcosa? E che cosa prevede l’intesa con Ankara?

> La rotta dei Balcani: i migranti in cammino

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L’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) calcola che dalla scorso novembre a febbraio 2016 i Balcani potrebbero essere percorsi da oltre 600 mila persone. La rotta balcanica è più lunga, ma presenta meno rischi in quanto si evitano ore di navigazione nel Mediterraneo, oppure l’attraversamento della Libia.

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> A piedi sfidando il gelo al confine tra Macedonia e Serbia

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Arrivati a Tabanovce la via per i migranti è una sola: bisogna camminare circa due chilometri per raggiungere Miratovac, il primo villaggio serbo dall’altra parte del confine.

 

 

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> Idomeni, Grecia: filo spinato e decine di autobus pieni di migranti

idomeni-videoUna rete metallica, con tanto di filo spinato: è il confine greco-macedone. A Idomeni c’è una sorta di imbuto: i migranti che arrivano qui, dopo aver attraversato la Grecia e l’Egeo in un barcone, devono passare per un cancello metallico. Lasciano andare avanti solo siriani, afghani e iraniani. E solo quelli che vanno in Austria o Germania. Oltre 80 bus sono in attesa di far entrare centinaia di profughi nel campo per migranti. Ma il flusso, in questi primi giorni di febbraio, va a rilento a causa dello sciopero dei taxisti in Macedonia e di quello degli agricoltori in Grecia.

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