Ritorna El Niño, oltre 4 milioni di persone a rischio siccità

18/10/2015

El_Nino-300x200I meteorologi prevedono che nel 2015-2016 El Niño avrà effetti disastrosi con la siccità che colpirà il Sud-est Asiatico, l’Africa orientale, l’Australia settentrionale e le isole del Pacifico occidentale (Fiji, Tonga, Isole Salomone…), mentre piogge torrenziali e cicloni devasteranno il Pacifico centrale e l’America.
E’ l’Ufficio Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari che ha lanciato l’allarme. Secondo l’ONU nei Paesi del Pacifico meridionale saranno 4,1 milioni le persone a rischio di rimanere senza acqua potabile,
Ba-Hills_0-300x102con scarse risorse alimentari e aumento delle malattie. Quest’anno, infatti, El Niño sarà ancor più forte di quello che nel 1997-98 ha fatto 23.000 vittime, soprattutto nelle isole Fiji (ONU).

Che cosa è El Niño
El Niño consiste in un riscaldamento ciclico che si presenta ogni 3-7 anni nelle acque del Pacifico tropicale, ma i suoi effetti si ripercuotono su tutto il globo (ONU). Il fenomeno può durare da sei mesi a due anni e le conseguenze dipendono dall’aumento della temperatura che può arrivare a 3-4°C. Qui sotto il confronto tra il riscaldamento che si verificò nel novembre del 1997 e quello registrato a luglio di quest’anno.el-nino-molto-simile-al-97-98-3bmeteo-67626

L’aumento di temperatura delle acque oceaniche provoca una diminuzione della pressione
El_Nino_schema_-300x161atmosferica su tutto il Pacifico centro-orientale, mentre in quello occidentale e nell’Oceano Indiano si ha un aumento della pressione atmosferica. L’aria calda e umida che si alza in prossimità della costa del Perù porta piogge nei deserti andini e un aumento delle precipitazioni e dei cicloni in tutto il Pacifico centrale (ONU).
A El Niño si alterna sovente a la Niña, l’effetto opposto che causa un raffreddamento anomalo del Pacifico orientale.

Le previsioni per il 2015-2016
Il riscaldamento delle acque, iniziato già nei primi mesi di quest’anno, a marzo ha dato origine al ciclone Pam che ha devastato l’arcipelago di Vanuato distruggendo abitazioni e colture. E nei mesi successivi gli sforzi per la ricostruzione sono stati ostacolati dalla siccità: la scarsità di cibo e di acqua potabile ha causato disidratazione e diarrea che hanno colpito soprattutto i bambini.
L’ONU ha preparato un depliant con una sintesi degli effetti di El Niño nel 1997-98 e una mappa con le zone maggiormente interessate dai cambiamenti climatici. Le aree individuate non sono limitate al Pacifico centrale e all’Oceano Indiano, gli effetti si sentono anche in alcune zone si affacciano sull’Atlantico, in Alaska e in Canada.

Prepararsi in tempo

mappa1-300x163Per limitare i danni è importante prepararsi adeguatamente: l’ONU ha fornito una serie di consigli per le popolazioni che vivono nelle zone più a rischio (ONU).
La siccità mette in crisi la produzione agricola e riduce la disponibilità di acqua che viene così utilizzata soprattutto per bere e cucinare, a scapito dell’igiene e della salute. Per questo si consiglia di piantare colture più resistenti alla siccità e di utilizzare tecniche di irrigazione che permettono di ridurre l’utilizzo di acqua.
Nelle aree a rischio di cicloni è necessario preparare rifugi ben protetti e premunirsi di beni di prima necessità e di cibo a lunga conservazione.

Fare Geo
• Osserva la mappa preparata dall’ONU relativa ai cambiamenti climatici verificatisi nel 1997-98, confrontala con un planisfero politico e individua:
__ – i Paesi colpiti dalla siccità,
__ – i Paesi dove si sono intensificate le piogge o sono aumentati i cicloni,
__ – le zone dove le temperature sono aumentate,
__ – i continenti che non sono stati coinvolti nel 1997-98.

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