Giorno della Memoria: proposte didattiche per una lezione non retorica

20/12/2018

Come si può raccontare l’orrore dell’Olocausto agli studenti? Come è possibile parlare della Shoah e del Giorno della Memoria anche se sono lontani dal periodo storico che si sta studiando?

La Memoria non si insegna. Conviene partire dagli eventi della Storia e discutere intorno ai contenuti e alle loro possibili interpretazioni. Soltanto dopo, alla fine, tutto questo può diventare memoria non banalizzata, ritualizzata e “celebrata”.

 


Per questo Giorno della Memoria 2019 vi proponiamo alcune spunti didattici per affrontare e discutere in classe alcuni aspetti della Shoah:

1. La stella di Andra e Tati: un libro e un film d’animazione

Quando anche gli ebrei italiani cominciano a essere deportati nei campi di concentramento nazisti, Andra e Tati sono solo due bambine. D’improvviso, si vedono strappare via tutto ciò che hanno; perfino la famiglia è travolta e straziata da eventi inspiegabili. Troppo piccole per capire, Andra e Tati si ritrovano sole e piene di paura. Il mondo comincia a cambiare e diventa un incubo, un’ombra minacciosa che si diffonde ovunque e a cui sembra impossibile sfuggire. Andra e Tati sono solo delle bambine, sì. Ma non smettono di sperare e di farsi coraggio a vicenda, unite e salvate dall’amore l’una per l’altra.

Nell’era più buia della storia dell’umanità, la forza e la speranza sono le uniche armi per sopravvivere. Con le immagini originali del primo film d’animazione europeo sull’Olocausto, la commovente storia vera di due sorelline sopravvissute alla Shoah.

> A questo link è possibile scaricare il primo capitolo de La stella di Andra e Tati -edito da De Agostini.

Questo è il trailer del film d’animazione- pensato proprio per gli studenti della primaria e per la scuola secondaria di primo grado- che può essere intermente visto su RaiPlay qui.

Per chi volesse approfondire la storia vera di Andra e Tati, riportiamo qui sotto una loro toccante video intervista:

Quest’anno il Viaggio della Memoria che annualmente il MIUR organizza con alcuni studenti italiani, vedrà come protagoniste e guide proprio le sorelle Andra e Tatiana Bucci.  Nella due giorni del Viaggio gli studenti avranno l’opportunità di visitare il campo di sterminio di Birkenau e il ghetto istituito dai nazisti nel 1941 nel quartiere Podgorze di Cracovia.

 


2. Abstract da scaricare del libro “Storia di un ebreo fortunato” di Vittorio Dan Segre

«Non dovevo ancora aver compiuto cinque anni quando mio padre mi sparò una rivoltellata in testa: puliva la sua pistola d’ordinanza, una Smith & Wesson calibro 7,35, e il colpo partì, non si seppe mai come.» In quest’incipit folgorante sembra racchiuso il destino di Vittorio Dan Segre: la sua dote di schivare i pericoli un attimo prima che sia troppo tardi.

Nato un mese dopo la marcia su Roma in una famiglia della borghesia ebraica piemontese, cresciuto insieme al regime fascista, all’indomani delle leggi razziali decide di lasciare l’Italia, i genitori e l’adorato cane Bizir per imbarcarsi verso la Palestina. L’antisemitismo dilaga in Europa, ma quel ragazzo in giacca blu marino e colletto di canapa non può immaginare fino a che punto questa scelta devierà il corso della sua vita, portandolo ad affrontare da un’angolatura eccentrica gli anni più drammatici del XX secolo.

> A questo link è possibile scaricare il primo capitolo del libro UTET Storia di un ebreo fortunato di Vittorio Dan Segre.

 


3. Le attività dell’Associazione Figli della Shoah in diretta streaming sul sito del Corriere della Sera

L’Associazione Figli della Shoah organizza per il Giorno della Memoria 2019 tre importanti incontri-testimonianze, due dei quali saranno trasmessi in streaming sul sito del Corriere della Sera. Per informazioni e iscrizioni: www.figlidellashoah.org

-15 gennaio ore 10:30 : Testimonianza con live streaming di Liliana Segre

-22 gennaio ore 10:30 : Testimonianza di Liliana Segre al Teatro alla Scala di Milano con Enrico Mentana

– 11 febbraio ore 10:30 : Testimonianza con live streaming di Sami Modiano

 

L’associazione organizza inoltre, per il 21 febbraio, un seminario di aggiornamento per docenti con crediti formativi dal titolo “Fare i conti con la propria storia”. Per info e iscrizioni: http://www.figlidellashoah.org/pagina.asp?id=56


4. St3pNy e Shahak Shapira: il Giorno della Memoria sui social network

St3pNy (Stefano) fa parte dei fa parte del gruppo Mates, giovani youtuber italiani, e ha milioni di seguaci sul suo canale dedicato in particolare ai videogiochi e all’intrattenimento. Per il Giorno della Memoria 2017 ha postato un video (durata 9,30 m) in cui racconta la sua esperienza di studente ed esprime la sua opinione sull’importanza del ricordo.
Nel video St3pNy parla anche degli atteggiamenti inappropriati di alcune persone che visitano, oggi, i luoghi della Shoah e di come l’artista israeliano, Shahak Shapira ha condannato sui social network questi comportamenti: puoi leggere un articolo in proposito pubblicato sul quotidiano La Stampa.

 

5. La poesia nel giorno della Shoah: Primo Levi e Paul Celan

Il video di St3pNy si chiude con la citazione di alcuni versi dello scrittore e poeta Primo Levi, e a questo link si può ascoltare la poesia Shemà di Primo Levi che apre Se questo è un uomo, letta da Gabriele Lavia.
E in tema di poesia vi proponiamo di leggere i versi del poeta rumeno Paul Celan, Fuga di morte, annotati e commentati da Claudio Giunta per il manuale di letteratura Cuori Intelligenti, che potete scaricare qui.

 

6. Le pietre di inciampo: il gruppo di lavoro dell’Istituto comprensivo di Quintino di Vona

Dal 1993 l’artista tedesco Günter Demnig ha ideato il progetto delle “pietre di inciampo”. Si tratta di piccoli cubi di pietra che vengono collocati davanti all’ultima abitazione liberamente scelta dalla persona che si vuole ricordare. Su ogni pietra sono incisi pochissimi dati: il nome della persona, la data e il luogo di nascita, il luogo e, quando è nota, la data di morte. Le pietre di inciampo sono tutte uguali e tutte diverse, perché richiamano altrettante vite, restituiscono identità alle persone deportate nel corso della Seconda guerra mondiale e destinate allo sterminio – come nel caso degli ebrei, dei sinti e dei rom – o rieducati – come nel caso dei deportati politici. Fino ad oggi ne sono state installate in Europa più di 50.000
Presso l’Istituto comprensivo di Quintino di Vona (Milano) si è costituito un gruppo di trenta ragazzi delle terze medie che si è ripartito i compiti di “comunicazione”, “contenuti”, “territorio”. Si sono incontrati in orario extrascolastico per organizzare eventi sul territorio che diffondano l’informazione sulla posa delle pietre e sul loro significato e per acquisire quante più informazioni possibili sui deportati. I ragazzi gestiscono un sito www.pietredinciampoamilano.it e una pagina facebook “pietre di inciampo” realizzata con l’associazione culturale Nuvolanove.
Il gruppo è attivo da tre anni: nel corso del 2017 sono state poste 26 pietre-13 per i deportati politici e 13 per i deportati razziali, mentre nel corso del 2018 ne sono state poste altre 6. Il lavoro di reperimento dei materiali e di contatto dei familiari è lungo, ma a poco a poco si ricostruiscono vicende e legami. Il gruppo di lavoro che adesso include i ragazzi della scuola superiore e delle nuove terze medie, sta cercando di organizzare un sito strutturato e organico che sia punto di raccolta del materiale e delle informazioni.

 

7. I luoghi della memoria ebraica a Milano: una mappa e un libro

Accanto a targhe, lapidi, monumenti che rappresentano in ogni città le tracce materiali degli eventi tragici accaduti tra il 1919 e il 1945, vi sono molti altri luoghi, meno noti che sono stati teatro di sofferenze, umiliazioni, lotta e resistenza. Al di là della retorica delle celebrazioni e commemorazioni che toccano i monumenti più noti è importante che anche dei luoghi minori resti memoria perché ci aiutino a essere consapevoli della nostra storia.
Un’efficace risorsa didattica, utilizzabile in classe per ricordare è la mappatura dei luoghi della memoria storica della città di Milano realizzata dalla Fondazione memoria della deportazione. Potete consultarla qui.
La mappa, georeferenziata e interattiva, accessibile da computer, tablet e smartphone, riporta luoghi e descrive vicende che segnarono la Resistenza e le deportazioni nei campi di sterminio e di internamento in Europa.

Una documentata ricerca sui luoghi di Milano, che raccontano la storia della persecuzione antiebraica dal 1938 al 1945, è contenuta nel libro di Francesca Costantini, I luoghi della memoria ebraica di Milano, Mimesis, 2016. Accanto a luoghi noti che furono teatro della resistenza contro la violenza discriminatoria delle leggi razziali del 1938, ne esistono altri meno noti dove furono vissuti atti di coraggio, di eroismo e di straordinaria umanità (le case minime del quartiere Baggio, la mensa dei bambini di via Guicciardini, la scuola ebraica di via Eupili, l’ambulatorio medico di via Panfilo Castaldi, 27). La ricerca storica, documentata con foto d’epoca, può essere la traccia per un percorso di approfondimento nelle classi quinte della scuola superiore.

 

 

 



Per affrontare e discutere in classe alcuni aspetti della Shoah, vi proponiamo inoltre:
. Materiali e spunti didattici
. Abstract e letture consigliate
. Riflessioni sull’attualità e questione ebraica
. Risorse interattive

 

1. MATERIALI DIDATTICI

1. La mappa dei campi di concentramento e centri di sterminio nazisti, tratta dal testo La porta del tempo, Garzanti Scuola (materiale consigliato per la Scuola Secondaria di primo grado).

campi-prigionia-nazisti

Spunto didattico: Auschwitz è il campo di sterminio più tristemente famoso. Nella mappa potete vedere quanti altri ce ne fossero e dove. Primo spunto di discussione: qual è la differenza tra centri di sterminio e campi di concentramento?

Fare Geo

• Osserva la mappa con i principali campi di concentramento e di sterminio nazisti distribuiti nel territorio conquistato da Hitler e confrontala con una carta politica attuale dell’Europa. Indica in quale Paese si trova attualmente ciascun campo riportato.

• Visita virtualmente il campo di sterminio di Auschwitz, oggi patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Puoi accedere alla scheda Unesco, utilizzare Maps e osservare il video su YouTube. Prepara una relazione su quanto osservi.
Cattura alcune immagini che ti colpiscono particolarmente e allegale alla relazione con una didascalia in cui motivi la tua scelta.
Puoi visitare anche altri campi di concentramento, come Dachau e Mauthausen.

 

2. La UCEI, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha pubblicato una serie di consigli per affrontare in classe l’argomento della Shoah.

Scarica il pdf con gli Appunti sulla didattica sulla Shoah .
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3
. Qui sotto trovate una scheda storica sulla rivolta nel ghetto di Varsavia, elaborata dagli studenti del Liceo “Lanzone” di Milano (materiale consigliato per la Scuola Secondaria di primo e secondo grado).

ghetto varsavia

 

 

4. Scheda La Croce Rossa visita il campo di Theresienstadt, un episodio poco conosciuto dell’Olocausto, tratta dal testo La porta del tempo, Garzanti Scuola (materiale consigliato per la Scuola Secondaria di primo grado).

Croce Rossa visita il campo di Theresienstadt

 

5. Qui potete scaricare il dossier Dopo Auschwitz tratto dal volume 3 di Storia, Garzanti Scuola. In questo contributo troverete alcuni spunti di riflessione di Adorno, Hannah Arendt e altri filosofi (materiale consigliato per la Scuola Secondaria di secondo grado).

dossier storia 3 garzanti

 

6. Nel 1942 a Wannsee, un quartiere di Berlino, agli alti funzionari del governo nazista e agli ufficiali dell’esercito venne comunicata la “soluzione finale della questione ebraica“.
Qui sotto vi proponiamo un brano tratto dal verbale della conferenza riguardante la “soluzione finale” (materiale proposto nel volume 3 di Storia, Garzanti Scuola, consigliato per la Scuola Secondaria di secondo grado).

la-soluzione-finale-shoah


2. ABSTRACT E LETTURE CONSIGLIATE

 

1. Abstract da scaricare del libro Si chiamava Anne Frank

A questo link è possibile scaricare interamente la Postfazione del libro Si chiamava Anne Frank, UTET, 2018Si chiamava Anne Frank

Pochi sanno che il diario di Anne Frank, rilegato a scacchi bianchi e rossi e riempito dalla grafia fitta e minuta di una quindicenne, non sarebbe mai arrivato fino a noi se una ragazza olandese di origine austriaca non l’avesse salvato e custodito, con la speranza – purtroppo illusoria – di restituirlo alla sua proprietaria.

Quella ragazza si chiamava Miep Gies, e questa è la sua storia: comincia un lunedì mattina del 1933, quando si presenta per un colloquio di lavoro alla ditta Travies & Co. A riceverla è Otto Frank, ebreo tedesco da poco emigrato ad Amsterdam con la moglie Edith e le figlie Margot e Anne per sfuggire alle persecuzioni naziste.

>> Scarica la postfazione de Si chiamava Anne Frank

 

 

2. Abstract da scaricare del libro Primo Levi. Una vita.

L’11 aprile 1987 Primo Levi si suicida gettandosi nella tromba delle scale della sua casa di Torino.

Un evento tragico in cui si enuclea il più profondo dramma del Novecento. Non solo l’Italia ma il mondo intero è sconvolto dalla perdita di un uomo con “lo spessore morale e l’equilibrio intellettuale di un titano del Ventesimo secolo” come lo definisce Philip Roth.

Ian Thomson, un giovane giornalista inglese già autore di interviste a scrittori italiani e che aveva incontrato Levi qualche mese prima, decide di passare più di cinque anni inseguendo parenti, amici o semplici testimoni: annota oltre 300 testimonianze, raccoglie immagini, consulta fonti di archivio. Da questo lungo lavoro di scavo esce un ritratto complesso di Levi, che prova a sbrogliare la matassa di una vita trascorsa fra la chimica e la letteratura, la fabbrica e la macchina da scrivere. Thomson, evitando di schiacciarsi sull’autobiografia finzionale costruita da Levi stesso e aggirando la sua nota riservatezza, ricostruisce il suo rapporto con la famiglia, la passione per la montagna, la storia dei rifiuti editoriali e infine formula alcune ipotesi riguardo il suicidio.

Finalmente tradotta in Italia, la biografia definitiva dello scrittore italiano che più di ogni altro ha saputo interrogare in profondità la storia oscura del Novecento.

> A questo link è possibile scaricare il capitolo L’università e la persecuzione del libro di Ian Thomson

 

3. A questo link potete scaricare il quarto capitolo del romanzo di Tadeusz Pankiewicz, Il Farmacista del Il-farmacista-del-ghetto-di-Cracoviaghetto di Cracovia, UTET, 2016.

«Dottore», mi disse uno dei frequentatori della farmacia, indicandomi la finestra che dava su piazza Zgody, «mi dica: come mai ci sono così pochi pazzi in giro dopo tutto quello che la gente ha dovuto sopportare? Possono le cellule grigie del nostro cervello reggere così tanto dolore? In fondo, prima della guerra i matti non mancavano, ma che mai potevano aver sofferto, quelli, in confronto alle nostre tragedie, alla nostra infelicità?»

>>Continua a leggere e scarica il quarto capitolo de Il Farmacista del ghetto di Cracovia

 

 

 

4. Pubblichiamo la riflessione della giornalista Francesca Paci, autrice di Un amore ad Auschwitz. Edek e Mala: una storia vera, edito da UTET, ed uscito nelle librerie lo scorso anno.

un amore ad auschwitz utetCosa accadrà quando non ci saranno più i testimoni, quando anche l’ultimo sopravvissuto sarà sepolto da qualche parte? I più giovani di loro, i rarissimi bambini usciti vivi dal lager, hanno abbondantemente superato gli ottanta. Il tempo vola. A un certo punto il compito di tramandare la memoria toccherà a noi, a chi ha avuto il privilegio di ascoltare le loro voci.

Per questo mi sono appassionata immediatamente a Mala e Edek, perché sono due figure fuori dal comune che in condizioni estreme costruiscono un rapporto intenso, romantico, quasi un film, ma soprattutto perché la loro è una storia d’amore reale laddove di reale c’era solamente la morte“. Continua a leggere il commento di Francesca Paci.

>> Scarica qui un estratto del libro “Un amore ad Auschwitz”

 

 


3. RIFLESSIONI SULL’ATTUALITA’ E QUESTIONE EBRAICA

Qui potete trovare il link al portale E20 realizzato da DeA Scuola in collaborazione con La Stampa che comprende gli articoli più recenti sull’argomento e quelli tratti dall’archivio storico de La Stampa, una testimonianza di Primo Levi, i racconti dei sopravvissuti, alcune riflessioni sull’attualità e sulla questione ebraica e, infine, le testimonianze degli studenti che hanno visitato i campi di concentramento nazisti.

e20-lastampa-speciale-shoah


4. MATERIALI INTERATTIVI

1. Qui potete vedere la mappa dei Paesi in cui è considerato reato negare l’esistenza dell’Olocausto (in colore rosso). Dal 2015 anche in Italia è in vigore una legge che punisce con la reclusione fino a tre anni “il negazionismo, l’apologia e la minimizzazione della Shoah, dei genocidi, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”. La mappa dovrà essere aggiornata. Un primo punto di riflessione può essere: quali Paesi dell’Unione europea non considerano il negazionismo un reato?

mappa-paesi-in-cui-e-illegale-negare-olocausto

Sul difficile equilibrio tra reato di Negazionisno e libertà di espressione proponiamo due documenti:

a) il post del blog del sociologo Guido Vitiello su Negazionismo e cialtronismo

b) la lettura, su Wikipedia, delle opinioni favorevoli o contrarie all’istituzione del reato

 

2. Cliccando sull’immagine sotto potete consultare la Mappa interattiva di Auschwitz realizzata dalla BBC (in lingua inglese).

mappa interattiva auschwitz

 

3. Qui trovate la Mappa interattiva del campo di Birkenau.

 

map-birkenau

 

4. Vi proponiamo anche un estratto di 15 minuti del film Perlasca. Un eroe italiano del regista Alberto Negrin (2002). Giorgio Perlasca è stato uno dei numerosi italiani a ricevere l’onorificenza di “Giusti tra le Nazioni”: i “non-ebrei” che agirono in modo eroico mettendo a rischio la propria vita per salvare anche un solo ebreo dall’Olocausto.

 

5. Il cinema continua a interrogarsi sull’orrore della persecuzione ebraica. Vi proponiamo a seguire 3 trailer di film usciti nelle sale negli utlimi 2 anni e che offrono ottimi spunti di rilfessione, soprattutto perchè le voci narranti sono quasi sempre i più giovani.

Gli Invisibili, un racconto inedito (tratto da una storia vera), che racconta la persecuzione razziale con gli occhi di un gruppo di adolescenti.

 

 

Un sacchetto di biglie“, diretto dal canadese Christian Duguay. Un sacchetto di biglie racconta la vita serena che si lascia alle spalle Joseph, 10 anni, quando il padre gli dice che insieme al fratello Maurice deve lasciare Parigi, ormai troppo pericolosa per gli ebrei, e partire per raggiungere la più sicura Nizza, dove la famiglia si riunirà.

Nel 2017 è arrivato nelle sale cinematografiche Il viaggio di Fanny, un film che affronta l’argomento sempre con un punto di vista molto affine a quello dei giovani.

Basato su una storia vera, il film racconta la vicenda di Fanny, una ragazzina ebrea di 13 anni che nel 1943, durante l’occupazione della Francia da parte dei tedeschi, insieme alle sorelline, viene mandata in una colonia in montagna. Lì conosce altri coetanei e con loro, quando i rastrellamenti nazisti si intensificano e inaspriscono, scappa nel tentativo di raggiungere il confine svizzero per salvarsi.

 

 

green016. Il sito Holocaust Visual Archive (in lingua inglese), curato dal sociologo Guido Vitiello, raccoglie le immagini
dell’Olocausto
 presenti nel vasto panorama della cultura visiva contemporanea (sequenze di film e manifesti, spettacoli tv, copertine di libri e riviste, romanzi grafici, fumetti, opuscoli museo, pubblicità, arte contemporanea e di fotografia, ecc).

Spunto di riflessione: analogie e differenze nella rappresentazione dell’Olocausto a seconda dei media, canali o supporti utlizzati.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

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