Dal turismo d’evasione al turismo d’invasione

08/02/2019

Come è cambiato nel tempo il concetto di viaggio e come si è trasformato in turismo di massa? E quali sono le conseguenze di un fenomeno in costante crescita? Il problema del sovraffollamento non sostenibile delle destinazioni turistiche, definito “overtourism”, va combattuto praticando il turismo responsabile, che rispetta il territorio e le popolazioni locali.

 

Il turismo nel passato

Fino alla prima metà del ’900, il viaggio è un privilegio delle classi appartenenti all’élite. Si pensi al Grand Tour, il lungo viaggio in Europa – soprattutto in Italia – che a partire dal ’500 i giovani dell’aristocrazia europea intraprendono per completare la propria formazione.
Il viaggio diventa turismo nella seconda metà del ’700 in Inghilterra, con la Rivoluzione Industriale, grazie allo sviluppo dei mezzi di trasporto e al miglioramento delle condizioni lavorative.
Poi, nel 1841, l’imprenditore inglese Thomas Cook apre la prima agenzia di viaggi, che propone pacchetti turistici comprensivi di trasporto, vitto e alloggio: nasce così il turismo organizzato.
Negli anni ’50 del ’900, prima negli Stati Uniti e poi in Europa, sotto la spinta dello sviluppo economico il turismo si trasforma ancora e diventa di massa, cioè praticato da un gran numero di persone di ogni classe sociale, che si recano negli stessi luoghi e spesso negli stessi periodi dell’anno. In pochi decenni, il turismo di massa si espande al punto da diventare fondamentale per la crescita economica e sociale in molte aree del mondo. A gestirlo sono i grandi tour operator, che orientano i flussi turistici in base alle esigenze di cassa. Questo tipo di turismo raramente offre un contatto autentico con le popolazioni locali e spesso tende a banalizzarne la cultura. Intanto, il territorio subisce un forte impatto ambientale e socio-economico: non sempre, infatti, si rispettano il paesaggio e la comunità ospitante.

 

Il turismo oggi

Nell’ultimo decennio, il turismo ha subito un ulteriore e sostanziale cambiamento. Prima di tutto, il turista ha esigenze molto più variegate rispetto al passato e maggiore attenzione alla qualità. Inoltre Internet, con siti e app come Airbnb, Skyscanner e TripAdvisor, permette di essere gli agenti di viaggio di se stessi e di risparmiare.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, il fenomeno è in forte crescita: nel 2017 gli arrivi internazionali nel complesso sono stati 1,32 miliardi (+6,8% rispetto all’anno precedente), mentre in Italia 58,7 milioni (+11,8% rispetto all’anno precedente).

Andamento e previsioni degli arrivi internazionali nel tempo nelle diverse aree geografiche (Fonte: Organizzazione Mondiale del Turismo)

 

Il problema del sovraffollamento delle mete turistiche viene descritto con il termine “overtourism”, fenomeno per cui una destinazione popolare viene invasa dai turisti in modo insostenibile. L’overtourism è all’origine del cosiddetto “antiturismo”, cioè l’atteggiamento di insofferenza da parte dei residenti nei confronti dei turisti. In città come Amsterdam, Venezia e Barcellona, ma anche in località extraurbane, ultimamente l’overtourism ha scatenato forti tensioni.
Che cosa possiamo fare, invece, per preservare luoghi come le Cinque Terre, Dubrovnik  o Machu Picchu, che hanno superato la propria capacità di carico? Si può valutare con attenzione quando visitarli, costruendo con cura un’esperienza turistica responsabile che non sfrutti persone e territori, ma sia un elemento di crescita condivisa.

 

Consulta la nuova sezione dedicata al turismo responsabile su Zona Geografia, il portale tematico di De Agostini Scuola.

 

 

 

FARE GEO

  • Osserva il grafico relativo all’andamento degli arrivi internazionali nel mondo: dove si registra il maggior numero di turisti? quanti erano i turisti nel mondo nel 1960? e nel 1990?
  • Elenca gli argomenti che dovrebbe toccare una campagna di promozione contro il sovraffollamento turistico.
  • Elenca i comportamenti che adotteresti durante un viaggio a Venezia come turista responsabile.
  • Consulta la carta interattiva dei sentieri escursionistici del Parco Nazionale delle Cinque Terre e individua gli itinerari attualmente chiusi al transito dei pedoni. Quali sono le motivazioni che hanno spinto le autorità a emanare i divieti? Quali interventi potrebbero salvaguardare il territorio e al tempo stesso garantire lo svolgimento di attività turistiche nel parco?

 

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