Verso un’agricoltura sostenibile

18/09/2017

agriculture-344652Uscendo dalla città, dove camminando si sente l’odore dei gas di scarico delle auto, osserviamo le distese verdi dei campi sotto il cielo azzurro. Ci sembra logico pensare che l’agricoltura, grazie alle piante, aiuti a ridurre le emissioni dei gas serra. Ma non è così: l’agricoltura attuale contribuisce all’inquinamento globale e non è “sostenibile”.

Bos_taurus_taurus_relaxingTra le attività agricole più inquinanti l’allevamento del bestiame: sul sito FAO Italia, nel 2006, leggiamo:
Cosa causa più emissioni di gas serra: allevare mucche o guidare macchine? Difficile da credersi, ma secondo un nuovo rapporto pubblicato dalla FAO, il settore zootecnico produce più emissioni di gas serra  che i trasporti.
emissioni_20_Paesi_continentiE emissioni_2010in effetti i dati evidenziano come oltre un quinto delle emissioni di gas serra mondiali siano dovute al settore agricolo, che, oltre alle coltivazioni, comprende la silvicoltura, la zootecnia e altri usi del territorio (FAO).

FAO_2016Nei grafici qui a lato i dati tratti dal rapporto SOFA 2016 della FAO: i 20 Paesi maggiori produttori di gas serra dovuti all’agricoltura nel 2012 (confrontati con il dato del 2000) e le emissioni per continente tra  il 2000 e il 2010.
Se vogliamo che la Terra continui a sfamare noi e i nostri figli, l’agricoltura dovrà trasformarsi e contribuire a ridurre l’inquinamento globale.

Anche fertilizzanti e pesticidi sono dannosi per l’ambiente, ma continuano ad essere utilizzati, anche se non sono sempre utili. Ma ridurre i pesticidi senza far calare i raccolti è possibile. Il National Geographic Italia riporta che i ricercatori hanno scoperto che:
– nel 38,8% dei casi diminuire i pesticidi fa aumentare la produttività;
– in più della metà dei casi (55%), chi usa meno fitofarmaci ottiene gli stessi raccolti di quando ne utilizzava di più;
– solo nel 6,2% dei casi i ricercatori hanno riscontrato raccolti più scarsi.

Che cosa si intende con “Agricoltura sostenibile”?

3_obiettiviL’agricoltura sostenibile si contrappone sia all’agricoltura intensiva dei Paesi sviluppati sia all’agricoltura di sussistenza dei Paesi poveri ed ha come scopo principale il mantenimento delle risorse del nostro pianeta per le generazioni future.
Ridurre l’inquinamento causato dall’agricoltura per limitare il cambiamento climatico in atto non è però l’unico elemento da tenere in considerazione.
L’obiettivo è modificare le tecniche di coltivazione per arrivare a un’agricoltura che rispetti l’ambiente, senza inquinare e senza togliere altro spazio alla natura, e nello stesso tempo permetta una redditività economica adeguata a chi vi lavora e consenta un’equità sociale (UCDAVIS).

Per facilitare la transizione ad un’agricoltura sostenibile, la FAO ha proposto un approccio, comune a tutti i settori agricoli, compresa la pesca, basato su conoscenze scientifiche e su considerazioni sociali, economiche ed ambientali. Cinque i principi su cui l’agricoltura sostenibile deve basarsi.
5_principi

1 – Migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse: aumentare la produttività senza sprecare acqua, limitando il consumo energetico e senza ridurre l’ambiente naturale esistente.

2 – Conservare, proteggere e valorizzare le risorse naturali: ridurre l’impatto negativo dell’agricoltura sull’ambiente.

3 – Proteggere le risorse rurali, permettere un lavoro sicuro e accettabile, in un ambiente sano e adeguatamente retribuito.

4 – Aumentare la capacità di persone, comunità ed ecosistemi di adattarsi ai cambiamenti: riuscire ad affrontare eventi meteorologiche estremi, variabilità dei prezzi, mutamenti dovuti alla globalizzazione…

5 – Attivare meccanismi di governo responsabili ed efficaci: politica giusta e favorevole, ambienti legali e istituzionali equilibrati, incentivi mirati…


Fare Geo

  • Prepara una serie di immagini che spieghino che cosa si intende con “agricoltura sostenibile” e visualizzino i 5 principi su cui deve basarsi.
  • I dati della FAO riportano che l’agricoltura nell’ultimo mezzo secolo è diventata molto più efficiente. La resa del terreno è più che raddoppiata: se nel 1961 erano necessari 0,45 ettari di terreno per sfamare una persona, nel 2006 bastavano 0,22 ettari. Possiamo quindi ridurre le terre coltivate? Prova a determinare quanta terra era necessaria per sfamare l’umanità nel 1961 e quanta nel 2006 sapendo che la popolazione mondiale in questo intervallo di tempo è passata da 3 miliardi a 6,5 miliardi di persone. Prepara un grafico illustrativo con una didascalia di commento.
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