World Water Day 2016: acqua e lavoro

21/03/2016

Il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 in seguito alla Conferenza di Rio. Tema per il 2016 è “acqua e lavoro” un binomio importante perché, come dice lo slogan dell’ONU, “migliore l’acqua, migliore il lavoro”.
ONU_trailerSu YouTube è visibile il trailer dell’evento e sul sito UnWater, alla pagina “learn” si trovano molte informazioni su questo tema,  uno dei più importanti punti trattati nell’agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile.
Tre le proposte per una partecipazione attiva alla giornata con un’idea personale. I contributi arrivati sono disponili nelle tre sezioni: lavoro, arte, cambiamento.
Qui sotto alcuni esempi.3idee
Per la sezione “l’acqua è il lavoro” Ranajit Kumar Mondal in Bangladesh lavora per portare acqua potabile nelle zone dove manca; per la sezione “l’acqua è l’arte”, Catherine Fenton ha creato una linoleografia sull’attesa dell’acqua delle donne prive di accesso all’acqua corrente; mentre per la sezione  “l’acqua è il cambiamento” viene presentata l’impronta idrica, per farci capire che dobbiamo cambiare abitudini per risparmiare acqua, dato che ogni oggetto che compriamo, come ad esempio un paio di jeans, necessita per la sua produzione di enormi quantitativi di “oro blu”.

La giornata dell’acqua in Italia
La giornata dell’acqua costituisce un’opportunità per far capire a tutti quanto sia importante l’acqua e quale ruolo abbia nella nostra vita. In Italia sono
Il Gruppo Sanpellegrino domenica 20, sabato 26 e domenica 27 marzo organizza a Milano attività ludico-didattiche al Museo dei Bambini per i piccoli e le loro famiglie (ANSA).
A Grosseto l’Acquedotto del Fiora e cooperativa Maremmagica insieme a Legambiente ha organizzato tre progetti di educazione ambientale con i ragazzi delle scuole locali: Fiora_2“Nuvole nel bicchiere”, “Acqua da bere” e “Acquamia” per conoscere come l’acqua arriva nelle nostre case, sapere quali caratteristiche deve avere l’acqua potabile e per  imparare a utilizzarla in modo corretto (Il Giunco, a lato un elaborato realizzato dagli allievi).

L’acqua ieri, oggi e domani
La disponibilità di acqua dolce, anche se 750 milioni di persone sono ancora prive di accesso all’acqua potabile, attualmente è sufficiente, ma in un prossimo futuro la situazione cambierà.
E’ l’ONU a lanciare l’allarme: si prevede per il 2030 un calo del 40% delle risorse idriche, mentre la popolazione mondiale continuerà ad aumentare.
L’accesso alle risorse idriche è causa di conflitti, i fiumi nel loro corso attraversano terre diverse e ognuno cerca di monopolizzarne l’utilizzo. La costruzione di dighe nell’alto corso dei fiumi e il prelievo per l’irrigazione riduce la portata e alle popolazioni a valle non  arriva acqua a sufficienza.
Il problema è più grave nelle terre desertiche attraversate da grandi fiumi che le fertilizzano, come la Mesopotamia. Nella mezzaluna fertile già oltre quattromila anni fa sumeri, assiri e babilonesi si contendevano lo sfruttamento delle acque del Tigri e dell’Eufrate costruendo reti di canali di irrigazione. E ancora oggi l’utilizzo delle loro acque è al centro dei conflitti in atto nella regione (Il Corriere).
L’acqua è una risorsa fondamentale e, se vogliamo far terminare queste guerre, per darne a tutti libero accesso in futuro il suo utilizzo dovrà essere regolamentato a livello globale.


Fare Geowaves

  • Osserva il documentario Making Waves (in inglese) inserito nella sezione “l’acqua è cambiamento”, storia di una donna riuscita ad aiutare i bambini dell’Uganda a rifornirsi di acqua, e scrivi un tuo commento (puoi vedere il filmato anche su YouTube).
  • impronta_idrica_ItaliaSul sito del WWF trovi altre informazioni sull’impronta idrica, mentre sul sito waterfootprint puoi determinare l’impronta idrica degli abitanti di tutti i Paesi del mondo. Cerca un Paese europeo la cui impronta idrica pro capite sia superiore a quello italiano: che cosa noti?Osserva i due siti e poi prepara una relazione su quanto hai scoperto.
    .
  • IMG_6374Fai una ricerca su eventuali contese per l’acqua di altri fiumi di zone desertiche, come il Nilo in Africa e l’Amudarja nell’Asia centrale.

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